Tre consiglieri contestano Rabboni: mai fatto così tanto
CENTO. «Ma quali promesse disattese? Nonostante tutto, abbiamo continuato il lavoro intrapreso per migliorare la situazione della Partecipanza, portando avanti quasi tutti gli obiettivi del programma...
CENTO. «Ma quali promesse disattese? Nonostante tutto, abbiamo continuato il lavoro intrapreso per migliorare la situazione della Partecipanza, portando avanti quasi tutti gli obiettivi del programma elettorale condiviso con la lista Partecipanza Attiva». I tre consiglieri di maggioranza Fabrizio Balboni, Tiziano Pirani e Maurilio Guaraldi, espressi dalla lista Partecipanza Attiva, si dicono stupefatti e allibiti dalle parole del presidente Marco Rabboni. E, rifiutano ogni critica da chi «nel 2011 ha rassegnato le dimissioni per partecipare alla corsa per la poltrona di sindaco di Cento, per poi oggi autorinominarsi presidente». E rispetto a quanto detto da Rabboni, i tre consiglieri replicano: «Troppe le inesattezze e scarsa la conoscenza delle innovazioni introdotte dall'amministrazione che da tre anni guida la Partecipanza». Balboni, Pirani e Guaraldi elencano poi le novità realizzate dall'amministrazione Draghetti: «Mai nessun’altra gestione dell’ente ha realizzato tanti punti del programma: l’innalzamento del limite massimo per le vendite per evitare ai capisti spese inutili per due o tre stipule, il mantenimento degli stessi canoni d’affitto, benefici sui diritti di superficie e acquisto dei terreni alle vedove e figlie femmine, l’apertura di un dibattito con i partecipanti per un sostegno al reddito (essendo il capo non più fonte di guadagno), l’informatizzazione dell’ente, un nuovo sito internet e una banca dati sulle posizioni dei capisti, l’istituzione dei revisori dei conti esterni, apertura e orari di ricevimento al pubblico, la creazione della commissione statuto per proporre modifiche previa approvazione dell’assemblea e parere favorevole della Regione».
Pronte per essere portate in assemblea generale dei capisti, poi, la modifica della legge elettorale e la possibilità di assistere alle sedute consiliari da parte dei capisti, ma «tutto si è fermato a causa delle dimissioni di due magistrati con la complicità di una minoranza che ha sempre osteggiato il cambiamento».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google