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L’abito magico e gli scherzi del cervello

L’abito magico e gli scherzi del cervello

Impazza sul web: i colori del vestito ad alcuni sembrano blu e nero, ad altri bianco e oro. Giorgio Rispoli biofisico di Unife spiega perchè

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“Di che colore è questo vestito? Bianco e oro oppure blu e nero? Per favore aiutatemi”. L’immagine qualche giorno fa è stata postata per la prima volta sui social network da Caitlin McNeill, una cantante scozzese, e in breve tempo la domanda ha fatto il giro del web, facendo impazzire milioni di persone. Che si sono divise quasi a metà sulla risposta. Illusione ottica? Questione d’illuminazione? O semplice ritocco da Photoshop? Abbiamo girato il rompicapo a Giorgio Rispoli, docente al dipartimento di Scienza della vita e Biotecnologia all’Università di Ferrara, sezione di Biologia ed Evoluzione, ieri impegnato in una lezione rivolta ai bambini nell’ambito dell’iniziativa Unijunior.

«Il nostro grosso problema – spiega lo scienziato specializzato in biofisica – è che pensiamo di vedere con gli occhi. Tuttavia questi organi sono dei semplici traduttori della luce in segnali elettrici che vanno al cervello. La verità è che noi vediamo con il cervello e l’interpretazione è la vera chiave della vista. Tanto che se qualsiasi tipo di lesione dovesse interessare la corteccia cerebrale, la nostra visione risulterebbe molto distorta». Nella lettura degli oggetti, una vicenda in effetti più complessa di quel che può sembrare, intervengono quindi molteplici fattori e un ruolo decisivo viene giocato dalla sensibilità culturale di ciascuno. «Se noi europei andassimo al Polo Nord – riprende Rispoli – vedremmo tutto indistintamente bianco, no? Eppure gli eschimesi sanno distinguere più facilmente un orso bianco dalla neve che gli sta attorno. E quelle popolazioni hanno due parole diverse per descrivere la neve in terra e quella per aria. Così come i russi ne usano due distinte per il blu scuro e il blu chiaro». Nel caso specifico del vestito la risoluzione del quesito è inficiata da un’illusione ottica, pure piuttosto banale: «Un fatto – sostiene il docente universitario – che riguarda soprattutto noi occidentali, abituati a vivere in ambienti squadrati: case, stanze, ambienti chiusi. Così decrittiamo l’immagine a seconda dello sfondo in cui è inserita, in relazione alla cornice». In pratica l’encefalo deve continuamente valutare la quantità di luce che colpisce la retina e questa valutazione cambia da individuo a individuo per la struttura genetica delle cellule che formano il nostro occhio. Nel caso dell’abito, il cervello di alcune persone valuta che il vestito sia ben illuminato e poco riflettente, e lo vede blu e nero. Altri ritengono che ci sia poca luce ambientale e che il vestito sia molto riflettente, e dunque appare bianco e oro.

Questo per ciò che concerne l’interpretazione e la vista. C’è poi una realtà che ne prescinde. Il marchio inglese Roman Originals, produttore del vestito, ha postato la foto originale e ha confermato che il capo è blu e nero. Ma se lo vedete bianco e oro non c’è da preoccuparsi, par di capire.

Fabio Terminali

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