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documento di fratelli d’italia

«Aree vaste, niente unione con Bologna e tutela delle eccellenze locali»

«Aree vaste, niente unione con Bologna e tutela delle eccellenze locali»

Stanno per cambiare le cose in regione. Le Province sono destinate ad essere soppresse e si discute da tempo di assetti futuri fondati sulla definizione di aree vaste. A partire da quelle sanitarie,...

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Stanno per cambiare le cose in regione. Le Province sono destinate ad essere soppresse e si discute da tempo di assetti futuri fondati sulla definizione di aree vaste. A partire da quelle sanitarie, che sono già state costituite e sono operative ma potrebbero essere ritoccate e ridisegnate.

«Ferrara è inserita dal punto di vista sanitario nell’Area Vasta Centrale», ricorda Paolo Spath, presidente provinciale di Fratelli d’Italia (Fdi), che ha presentato il documento assieme all’ex senatore Alberto Balboni e ai responsabili territoriali ed enti locali del partito. In futuro questo percorso potrebbe comportare «ulteriori azioni di sottrazione di eccellenze della nostra provincia» e la possibilità è tanto più concreta in quanto richiamata da «dichiarazioni politiche provenienti da diverse parti, tra cui spiccano quelle del sindaco di Bologna Merola che vede la città metropolitana di Bologna collegata con Ferrara». Fdi chiede quindi alla giunta regionale di «rendere più comprensibile il processo in atto» e di intraprendere un’azione di dovulgazione fornendo «informazioni chiare, trasparenti ed esaustive circa le decisioni adottate». Uno dei criteri su cui fondare ogni decisione è la tutela degli «aspetti identitari che caratterizzano le diverse città». Prioritario sarà «bloccare immediatamente i tagli lineari e indiscriminati sui poli della sanità e dell’assistenza della nostra provincia. Non è possibile infatti, sacrificare sull'altare dell'Area Vasta le eccellenze della nostra Sanità». Una delle risorse da salvaguardare è la Scuola di Medicina. Ferrara inoltre non dovrà essere assorbita in un’Area Vasta con Bologna, Modena o Ravenna per rispettare la sua peculiarità di «terra di confine tra Emilia, Romagna, Veneto, Lombardia». Tra i beni da difendere il turismo "impegnato" o "culturale" e la valorizzazione dell'agricoltura e dell'industria eno-gastronomica.

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