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giorni decisivi

Carife, quattro banche sulla scena

Carife, quattro banche sulla scena

Dopo i passi indietro di PopVicenza e Caricento un terzo attore è entrato in scena Potrebbe essere Cariparma-Credit Agricole, Bper, Banco Popolare, PopBari. Attesa per un'offerta vincolante che pare imminente

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FERRARA - Per la Cassa di Risparmio di Ferrara potrebbe essere una questione di giorni, forse addirittura di ore. L’attesa per l’offerta vincolante da parte di un gruppo bancario è grandissima e la sensazione che si respira, dopo l’ultimo contatto tra i commissari e il sindaco, è che da oggi in poi ogni giorno è buono per dare un volto e un nome al soggetto che ha preso in esame i conti di Carife (due diligence)e le sue potenzialità per poi tradurli in un’offerta d’acquisto.

Quello di cui si parla è il terzo accesso alla data room di Carife. Nei mesi scorsi sono stati la Banca Popolare di Vicenza e la Cassa di Risparmio di Cento a manifestare interesse e a interloquire con i commissari. Dopo gli stress test targati Bce di ottobre la Popolare di Vicenza ha corretto la sua strategia espansionistica e si è progressivamente ritirata dallo scenario ferrarese.

È stato a quel punto che si è fatta avanti in modo più convinto Caricento, ma anche «per la più grande tra le piccole banche» (come l’ha recentemente definita il presidente Roncarati) Carife è risultata non metabolizzabile e il 26 dicembre l’ambiziosa operazione che mirava a integrare le due banche del territorio è stata ufficialmente accantonata.

Adesso, in questo momento, c’è almeno un terzo attore che sta studiando il copione di Carife. Non si è ancora rivelato, ma il ventaglio delle possibilità è ridotto. Il gruppo Cariparma-Credit Agricole e la Banca Popolare dell’Emilia Romagna (Bper) sono i nomi che circolano di più, seguiti da Banco Popolare e dalla Popolare di Bari. Tra questi, il più consistente, se si tiene presente il robustissimo retroterra transalpino, è Cariparma-Credit Agricole. La grande banca francese acquisì nel 2007 la maggioranza (76,5%) di Cariparma; il gruppo franco-italiano a sua volta detiene il controllo di Friuladria-Credit Agricole (operazione completata sembre nel 2007) e di Carispezia-Credite Agricole (ceduta nel 2011 da Intesa Sanpaolo) oltre che di Credit Agricole Leasing.

I giorni di attesa potrebbe diventare anche settimane, ma sembra improbabile che si vada oltre marzo per l’offerta vincolante. In ogni caso davanti a un reale acquirente i commissari - per perfezionare la pratica e convocare l’assemblea dei soci Carife - potranno andare oltre la data del 27 maggio che segna i due anni di amministrazione straordinaria.(m.p.)

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