Tutelare il territorio nella lezione del geologo Graziano
Secondo incontro scientifico al Cinema Boldini per le classi IV e V del Liceo Ariosto che seguono questo indirizzo con il professor Gian Vito Graziano; l'iniziativa promossa dall'insegnante di...
Secondo incontro scientifico al Cinema Boldini per le classi IV e V del Liceo Ariosto che seguono questo indirizzo con il professor Gian Vito Graziano; l'iniziativa promossa dall'insegnante di scienze Maria Brugnatti segue infatti quella tenuta recentemente dal professor Umberto Simeoni che aveva invece trattato l'Erosione costiera. Presidente del Consiglio Nazionale Geologi, Graziano si è riferito alla “Tutela del territorio italiano” in particolare riferendosi al dissesto idrogeologico che purtroppo interessa tutto il nostro paese. «Non affronterò particolarmente cosa sta accadendo oggi - ha esordito- in quanto non vi sono cambiamenti climatici ma sta solamente piovendo molto». Dopo aver sottolineato che il percorso avviato dalla scuola ferrarese dovrebbe essere strutturato da parte del Consiglio Nazionale perché è proprio dalla scuola che si deve partire per sensibilizzare alla prevenzione ed alla tutela del territorio, si è augurato che possano cambiare al più presto, le politiche relative al tema della mitigazione dei rischi. «Per catturare la vostra attenzione - ha proseguito - ho pensato di mostrarvi attraverso le immagini, alcune situazioni che si sono create in Italia prendendo dalla storia del paesino di Sfaranda in Sicilia, sommerso da una frana , apparentemente irrecuperabile ed invece ripulito grazie alle preziose indicazioni degli abitanti che hanno consentito ai geologi ed alla protezione civile di agire nei punti strategici dove si ricordava ci fosse l'acqua».
Relativamente all'Emilia Romagna la situazione è drammatica come molta altra parte dell'Italia .
«Dalla collina al fiume, al mare - ha denunciato - ci sono pericoli per la mancanza di una visione organica del territorio, che viene inteso come un elemento statico quando invece è soprattutto dinamico».
Margherita Goberti