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Visto dal carro: che gioia

CENTO. Dalle lacrime di commozione scatenate dall'abbraccio dei due enormi cigni di cartapesta che hanno saputo emozionare non solo noi che abbiamo sfilato per queste cinque domeniche, alle lacrime...

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CENTO. Dalle lacrime di commozione scatenate dall'abbraccio dei due enormi cigni di cartapesta che hanno saputo emozionare non solo noi che abbiamo sfilato per queste cinque domeniche, alle lacrime di gioia perché, alla fine, sul gradino più alto del podio del Carnevale siamo saliti noi del Risveglio. Al termine dell'unico giro siamo andati tutti sotto il palco ad aspettare che patron Manservisi aprisse la busta con la classifica finale. Io e qualcun'altro siamo addirittura saliti sul palco ad aspettare il verdetto. Quando è stato pronunciato il nome della nostra associazione carnevalesca siamo letteralmente esplosi in un urlo di gioia ed è stato bello alzare la coppa simile a quella della Champions League. La vittoria è il premio per tutti i carristi che hanno lavorato ininterrottamente e instancabilmente giorno e notte alla realizzazione di questo carro guidati dall'amore per questa straordinaria festa e credendo in quello che facevano, per tutti noi figuranti, per chi ha messo la musica che ha fatto da colonna sonora. Ed ora, parafrasando la frase detta da Fabio Caressa (telecronista Sky) alla fine della semifinale mondiale vinta dall’Italia sulla Germania nel 2006, «chiudete le valigie amici. Andiamo al Carnevale di Rio de Janeiro». E chissà che non riusciremo a commuovere anche i brasiliani.

Gabriele Sbattella

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