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IL COMMENTO

Ascom-Comune a carte scoperte

Il pungiglione
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Il pungiglione

Il dibattito sul mercato solleva tanti interrogativi, in primis il dualismo fra Serra e Musacci
IL PUNGIGLIONE

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Serpeggia l’idea che esista una simpatia-sintonia fra l’amministrazione comunale di Ferrara e Ascom. Io non ci credo. È invece grande come una casa la pronta adesione di Ascom agli orientamenti del Comune. Prendo senza pinze una frase del direttore di questa associazione di commercianti, Davide Urban: "Siamo pronti a lavorare in questa direzione al fianco del sindaco, senza che nessuno degli operatori commerciali sia penalizzato".

Se io fossi il primo cittadino mi preoccuperei. Semplicemente perché il direttore di Ascom ha il talento di alzare il livello dello scontro fra le categorie: negozianti, ambulanti, amministrazione e associazioni concorrenti. La notizia: il sindaco torna sul ritornello del trasferimento del mercato del venerdì in altre vie e piazze per liberare e tutelare il Listone. Immediatamente Urban canta in gregoriano (monodico, a una sola voce) le stesse istanze. Ma con una messa in guardia sottile: "che nessuno degli operatori sia penalizzato", cioé i commercianti con posto fisso come quelli ambulanti e, ci pare, gli iscritti Ascom come quelli tesserati Confesercenti. Vengo al dunque. La stessa tiritera aveva illuminato con intermittenza il santo Natale in città, quando Ascom criticò il serraglio della Festa del Regalo Confesercenti sul Listone.

Ascom pretese eguale spazio e presenza. Urban tre mesi fa esibì anche un progetto alternativo con le casette tirolesi. In quel tempo di serenità la polemica apparve come la guerra per la conquista della piazza. Ora il combattimento ritorna sul mercato del venerdì con un’apparente motivazione funzionale, topografica ed estetica. Tiziano Tagliani ha precisato tutti questi aspetti, e Urban continua a cantare in gregoriano: "Siamo pronti a lavorare in questa direzione al fianco del sindaco". A questo punto: c’è un accordo, oppure Ascom cavalca?


Nella partita mancano però due soggetti che per gli attenti osservatori assumono significati politici sottili. Ascom mai cita l’assessore comunale al commercio Roberto Serra, come volesse tagliarlo fuori dalla linea diretta con il primo cittadino. Proprio Serra, che in tempi recenti aveva dichiarato che la Festa del Regalo non si tocca. Proprio Serra che, storico socio Ascom e anche Confesercenti, non risponde agli impulsi elettrici di Urban. E pensare che Ascom aveva accarezzato l’idea di elevare il suo giovane e promettente presidente di Fipe Matteo Musacci ad assessore comunale nel Tagliani bis. Certo, questi miei sono tutti marchingegni piccolini, forse retropensieri, probabilmente pregiudizi. Che non esisterebbero se il maggior attore, che è il Comune, spiegasse qual è il programma per il mercato, per l’utilizzo della piazza restaurata. Programma ampio e dettagliato. Ma così, con le fattezze della polemica ricorrente, e il paladino Urban pronto a soffiare sul fuoco, l’amministrazione sembra rincorrere l’idea di un Listone asettico, di indossare la maglia di Ascom, di mirare a un museo all’aria aperta senza popolamento, di puntare a un centro storico metafisico. Basterebbe scoprire le carte.

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