Gli ambulanti sono ancorati al Listone
«Perché andarsene? In tutte le città il mercato si fa nel centro». «Quando ci spostammo in Kennedy perdemmo clienti»
Gli ambulanti dicono no allo spostamento dal Listone delle bancarelle del mercato del venerdì. Un’opposizione piuttosto compatta al progetto, annunciato da Tiziano Tagliani, di delocalizzazione in altre parti della città. Tre le ipotesi: Due più decentrate: piazza XXVI Maggio (quella dell’Acquedotto) e piazza Ariostea. Una meno drastica: spostamento in corso Porta Reno-piazza Travaglio.
Secondo il sindaco piazza Trento Trieste va liberata, a maggior ragione dopo la conclusione dei lavori di riqualificazione. “Mi sembra una proposta demenziale – spiega Roberto Micheletti, che boccia senza appello l’idea del primo cittadino -. Sono talmente tanti anni, direi trenta, che siamo sul Listone: cambiare mi sembra difficile e i clienti sono ormai abituati a quella posizione. Poi non ci sono attività che sporcano: nessuno che vende frutta, ortaggi o altri cibi. Credo che siano altre le situazioni degradanti. Io vedo sempre tanti furgoni e furgoncini che passano lungo corso Martiri della Libertà: andassero piuttosto a controllare quelli se sono in regola”.
Al mercato del lunedì, in piazza Travaglio, c’è un bell’assembramento di gente alle bancarelle alla ricerca di qualcosa di utile e dal costo contenuto da comprare. Come facilmente prevedibile, i commercianti si dimostrano ostili nei confronti di una loro ritirata dal centralissimo Listone, anche chi al venerdì non lavora lì.
“Io ci sono solo al lunedì – commenta l’ambulante Enea Pasqualini – tuttavia sono solidale con i miei colleghi. Non si vede perché dovrebbero cambiare posto, da che mondo e mondo il mercato si fa in centro storico. Pensi che quando ci hanno messo in Kennedy, dopo il terremoto, abbiamo perso molti clienti perché la gente faticava a venire là. C’è da dire poi che le cose non vanno bene: da qualche tempo sono tanti gli ambulanti extracomunitari che spiazzano un po’ il mercato. Per me si potrebbe spostarli sul baluardo San Lorenzo, mentre gli altri potrebbero rimanere qui in piazza Travaglio: non è un fatto di razzismo ma di riconoscibilità e storicità delle nostre posizioni”.
Secondo Leonardo Falzoni c’è qualcosa d’altro nelle dichiarazioni del sindaco: “Per me – sostiene – sono i commercianti dei negozi a spingere per il nostro spostamento: una cosa incomprensibile, perché sono proprio le bancarelle a portare la gente in centro. A dire la verità, a Ravenna ormai vent’anni fa siamo stati mandati in zona stadio, ora però quel quartiere è tornato piuttosto centrale”.
Un altro ambulante torna sulla questione del terremoto: “In altre città – spiega -, tra cui per esempio Cento, le amministrazioni comunali si sono date da fare per far tornare il mercato settimanale in centro storico, nella posizione da sempre occupata. Non vorrei che qui a Ferrara la logica fosse differente. Ma se proprio dovessero metterci all’acquedotto, beh, che almeno ci aiutassero in termini fiscali o comunque di agevolazioni economiche. Altrimenti la vedo veramente durissima”.
Fabio Terminali
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