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«Uffici da chiudere: analisi caso per caso»

«Uffici da chiudere: analisi caso per caso»

Confermata la validità del piano per riallineare l’offerta dei servizi, parla il dirigente Frastalli

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«Una capillare presenza nel Ferrarese è elemento fondante del piano industriale di Poste Italiane, il cui obiettivo è di includere tutti i cittadini nella trasformazione digitale e nel miglioramento continuo della qualità del servizio che passa attraverso un'analisi scrupolosa delle esigenze reali del territorio, in piena ottemperanza con il quadro normativo che garantisce il servizio universale». Gino Frastalli, responsabile dell'area centro Nord (Emilia Romagna e Marche), spiega così i contenuti del piano industriale dell'azienda e le iniziative per i nuovi servizi ai cittadini.

«Poste Italiane - aggiunge Frastalli - è consapevole del ruolo sociale e di mercato attribuito alla rete degli uffici postali ed è impegnata a garantirne capillarità ed efficienza. Il piano risponde al quadro regolatorio definito dal decreto ministeriale 7 ottobre 2008 e dalla delibera Ag Com del 29 giugno 2014 e ha individuato la mappa degli uffici da chiudere o rafforzare in provincia di Ferrara attraverso un'analisi caso per caso a partire dall'esigenza di riallineare l'offerta di servizi alla effettiva domanda dei cittadini».

La rimodulazione ha preso in considerazione la presenza di altri uffici nello stesso Comune e la distanza degli uffici postali nei comuni vicini. Nello specifico, l'accesso al servizio universale per tutti i cittadini sarà assicurato dalla capillare distribuzione della rete sul territorio e anche dal postino "telematico", il portalettere munito di un terminale portatile, che riveste un ruolo centrale nelle strategie del recapito e riduce la necessità di dover raggiungere gli uffici per usufruire dei servizi. Le chiusure dei 4 uffici postali in provincia (Reno Centese, Marozzo, Masi San Giacomo e Montesanto) secondo Poste Italiane «non indeboliscono il presidio del territorio che può contare nel Ferrarese su una presenza di 97 uffici postali, 53 sportelli automatici Atm Postamat per un bacino di utenza che riguarda 177.600 famiglie e 22.900 attività industriali, commerciali e professionali». Sono oltre 8.600 le presenze medie giornaliere dei clienti negli uffici postali e 198.500 quelle mensili, di cui 51.000 pensionati mentre il recapito della corrispondenza viene effettuato da 8 centri di distribuzione (Ferrara Centro, Ferrara Sud, Argenta, Comacchio, Cento, Bondeno, Copparo e Codigoro) e 5 presìdi, i cui portalettere telematici sono tutti dotati di palmare e pos, quindi in grado di offrire a domicilio anche una serie di servizi.

«Questo piano - conclude Frastalli - ci consente, tra l'altro, di trasformare diversi lavoratori da part-time a full-time proprio per migliorare la qualità del nostro servizio, e in continuità con questo scopo, il piano di razionalizzazione non comporterà la diminuzione dei livelli occupazionali ma rafforzerà con nuovo personale gli uffici che chiedono più qualità, meno attesa, orario d'apertura pomeridiano e più servizi». Tutto chiaro. Poste Italiane non intende tornare sui propri passi e solo con la mobilitazione c’è la speranza di poter salvare qualche ufficio postale.

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