Il mercato sul Listone, Ascom contro Ascom
Sulle bancarelle del venerdì molti commercianti contrari allo spostamento, proposto dall'associazione di via Baruffaldi: Perchè torglierlo visto che porta gente
FERRARA. In fondo il mercato del venerdì sul Listone non danneggia il commercio tradizionale nel cuore della città.
Anzi contribuisce a portare i ferraresi in centro e magari a dare una sbirciatina alle vetrine. Parola degli stessi negozianti.
«Per me il mercato deve rimanere qui davanti, ognuno vende la sua merce – dice Tatiana Piacentini di Graffio, proprio affacciato al catino riqualificato di piazza Trento Trieste -. Si tratta di una sola mattinata alla settimana ed è il giorno in cui qui in giro ci sono più permesso. Altrimenti ci sarebbe il mortorio che vede adesso!».
A poche decine di metri di distanza, Marianna Fabbri sta mettendo a posto gli abiti da Elena Mirò. “Tagliani vuole mandare via il mercato? Non sono d’accordo – spiega -. Non dà un gran fastidio, per la verità. Poi di recente le bancarelle sono girate verso l’interno e non verso i nostri negozi. Il venerdì la piazza si anima. Certo, i furgoni non sono esteticamente bellissimi». Elena Mirò è un esercizio associato all’Ascom, come del resto Gibelli Jeans, e anche qui non risuona lo slogan “Listone libero”. «Secondo me il mercato deve rimanere, non c’è niente di male – racconta il titolare Stefano Gibelli – e non ci rubano il mestiere. Piuttosto la piazza, appena rinnovata, andrebbe tenuta meglio: c’è ancora quel lampione che è stato danneggiato dal camioncino».
A parere di Barbara Turolla (North Sails), «dal punto di vista estetico la distesa può essere migliorata, tuttavia il mercato settimanale porta un po’ di movimento. Il trasloco in Porta Reno potrebbe anche andare, ma all’acquedotto mi sembra molto fuori dal centro».
Al negozio di Champion lavora Silvia Hruszowiec: «In tutte le città il mercato si fa in centro – osserva -. Attenti a non fare del Listone un monumento solo da guardare e non da utilizzare». Sotto il Volto del Cavallo c’è il chiosco dei giornali. «A me il mercato piace – sostiene l’edicolante, Sergio Tracchi -, dà un po’ di vita. Esteticamente non è il massimo e si potrebbero fare dei cambiamenti: per esempio, utilizzare solo delle vere bancarelle e non i furgoni come adesso». Per trovare il primo parere contrario al mercato settimanale nella sede attuale, bisogna andare in corso Martiri della Libertà ed entrare alla Bottega del Cashmere. «Non è una bella cosa per una città come Ferrara – dice Laura Poppi, aiutata in negozio da Giulia Rosini -, la collocazione migliore sarebbe all’ex Mof. Poi è un mercato imbruttito rispetto a 10 anni fa. Le bancarelle mi vengono quasi in casa, mentre io devo stare attenta ai centimetri sennò mi fanno la multa». Chiude il giro la Libreria Centrale: «Il popolo del mercato e quello dei negozi sono molto diversi – sostiene Walter Vigneri -. La qualità di quel che si vende il venerdì è molto scarsa. Certo, nel periodo della Fiera del Regalo tutte le bancarelle si spostano qua davanti e la situazione è meno gestibile».
Fabio Terminali
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