Sponsor, arriva il “Ferrara Bonus”
La Camera di commercio lancia l’originale sportello per favorire l’incontro tra progetti locali e investitori di casa e nazionali
Franceschini si è inventato l’Art Bonus e la città del ministro per non essere da meno ha escogitato il “Ferrara Bonus”. L’iniziativa della Camera di commercio di Ferrara si chiama più prosaicamente “Piattaforma per la borsa delle sponsorizzazioni culturali”, ma lo spirito che la anima è il medesimo dell’Art Bonus, sebbene declinato con tutt’altre modalità. L’obiettivo è mettere cultura e impresa al reciproco servizio in modo che a guadagnarci sia il sistema Italia e/o il sistema Ferrara.
Per favorire l’incontro tra enti culturali e imprese la Camera di commercio - come ha spiegato Andrea Migliari - ha predisposto uno sportello con tutte le informazioni del caso.
Il meccanismo è semplice. L’ente culturale con sede in provincia di Ferrara(che non deve essere un ente pubblico, ma un’associazione, una fondazione, una persona giuridica privata...) candida un progetto da sponsorizzare; gli uffici camerali lo valutano nel giro di pochi giorni; se viene approvato il progetto viene pubblicato sul sito www.fe.camcom.it e a qual punto entrano in scena i soggetti economici interessati a sostenere il restauro, la mostra, la manifestazione culturale, teatrale, econogastronomica, musicale. Lo sponsor ha un ritorno d’immagine - non solo sul sito - e un sicuro beneficio fiscale, visto che l’ammontare della sponsorizzazione può essere detratto dal reddito d’impresa (detrazione annuale o ripartita in cinque anni a seconda delle convenienze dell’azienda).
La caccia alla sponsor non è una novità, la novità assoluta è la cabina di regia costituita da un soggetto come la Camera di commercio, che si è ritrovata compatta sul fronte della cultura: «Vogliamo mettere insieme mondo delle imprese e mondo della cultura - ha detto il presidente Paolo Govoni – , è un modo per dire basta alla teoria del declinismo». Per il vice presidente Giulio Felloni «oggi è stato fatto un grandissimo passo avanti per facilitare l’integrazione tra la città d’arte e cultura e il tessuto economico».
Il vice sindaco e assessore a cultura e turismo Massimo Maisto è a nozze. Legge la definizione che l’Unesco dà della cultura “come l’insieme degli aspetti spirituali, materiali, intellettuali ed emozionali unici nel loro genere”e la coniuga in ferrarese: «Dopo anni in cui la cultura è stata additata come spreco, come la prima cosa da tagliare, oggi un pezzo importante dell’opinione pubblica come la Camera di commercio, si fa carico di questo aspetto importante per la nostra economia. Lasciatemi dire che siamo davanti a un notevole passo avanti culturale».
Un attimo prima Govoni aveva fornito qualche dato: «La filiera culturale italiana vale 214 miliardi di euro, il 15,3% del valore aggiunto nazionale».
Paolo Marcolini, presidente dell’Arci, riceve il segnale e e lo rilancia istantaneamente: «Come Arci un primo progetto da candidare è l’acquisto di un proiettore per il film in digitale per l’Arena cinema estiva».
Apprezzamenti per “Ferrara Bonus” arrivano in diretta anche da Michele Pastore (Ferrariae Decus), Giuseppe Moroni (Centro preformazione attoriale), Eleonora Sole Travagli (Jazz Club), a testimonianza delle attese che sono suscitate dall’iniziativa della Camera di commercio, il cui direttore Mauro Giannattasio sollecita contributi per arricchire in corso d’opera lo strumento appena nato: «Non è il vangelo, è migliorabile e accettiamo suggerimenti». Perché l’idea è bella ma per camminare ha bisogno che gli sponsor di facciano avanti ed come sottolineano tanto Govoni quanto Maisto, in tempi difficili un’impresa guarda prima in casa propria. Ma una via d’uscita dalla crisi e dal “declinismo” bisogna trovarla: «Se facciamo squadra - osserva l’imprenditrice Gisella Ferri - ce la facciamo.Tutti i turisti stranieri rimangono en tusiasti».
Il vice sindaco prende la palla al balzo: «Da una ricerca della facoltà di Economia risulta che per molti turisti Ferrara non assomiglia a nessun altra città, siamo unici e questo è un bene. Dicono anche che se l’avesserro conosciuta meglio sarebbero rimasti più a lungo». La morale è che spazio per investire e sponsorizzare ce n’è. Felloni raccoglie il passaggio e serve un assist a Ferrara Bonus: «Nascono nuove attività di ristorazione e alberghiere, spesso promosse da nuovi imprenditori, chi ha vantaggi dal turismo e dalla città d’arte e cultura credo che possa anche investire».
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