Minarelli: «Nel Pd decidono in pochi»
Il rivale di Vitellio per la segreteria si presenta: «Riconosciamo il ruolo della città, ma i territori vanno valorizzati»
Ha tutta l’aria di un tentato assalto delle truppe del “contado” al fortino della città, ma così non sarebbe secondo i protagonisti. Nicola Minarelli lo assicura: “E’ piuttosto l’opportunità di una discussione vera e, come mi dice qualcuno, di evitare una pseudo ratifica o una successione naturale. Non è vero che va tutto bene”. Il sindaco di Portomaggiore corre per il posto da segretario provinciale del Pd, in alternativa a Luigi Vitellio: “Niente di personale, condividiamo l’ossatura di fondo e le ultime scelte, ma lui rappresenta una proposta di continuità”, sorride lo sfidante. Attorniato dai compagni d’avventura: ecco l’ex capogruppo in Provincia, il copparese Guglielmini; poi il sindaco di Ostellato Marchi, i primi cittadini Angela Poltronieri (Mirabello) e Viviani (Goro), la vice a Copparo Berneschi e la pari ruolo Serena Poltronieri di Masi Torello, l’assessore Tinozzi di Formignana, i segretari Pd di Portomaggiore, Bernardi, e di Lagosanto, Bigoni. Per la città c’è giusto l’ex consigliera comunale Pulvirenti, ma si sa che l’uomo forte è il presidente del consiglio Calò. In sala, al circolo Lambertini di via Bologna, spunta alla fine anche il civatiano Pumilia. Non c’è la consigliera regionale Zappaterra: ma lei ci sta, non è così? “Ha riconosciuto che il nostro progetto è meritevole, per il resto andate a chiederlo a lei”, risponde Minarelli.
Si capisce che l’occhio è rivolto soprattutto alla provincia. “Noi riconosciamo il ruolo preminente della città – osserva l’aspirante successore di Calvano – ma anche l’esigenza di valorizzare gli altri territori. Le quattro Unioni dei Comuni devono diventare il baricentro del riordino istituzionale, con pari dignità rispetto al capoluogo e il partito deve investirvi maggiormente. Va esplicitato meglio il concetto di Area vasta tematica. Tenendo ferma l’unitarietà della provincia, è chiaro, per esempio, che l’area del Delta su certi argomenti è più affine a territori fuori dal Ferrarese”. La proposta è rivolta alla generalità degli iscritti (“incontreremo tutti i circoli entro l’estate”, è la promessa) e si punta sul gioco di squadra: “Nell’ultimo periodo – sostiene Minarelli – si è sempre più ristretto il gruppo decidente. Il ruolo dei circoli va rafforzato, come luoghi di elaborazione politica e di formazione di classe dirigente. Dobbiamo avere una nostra idea di forma partito, ben strutturata, senza disperdere il nostro patrimonio storico e anche al di là delle indicazioni nazionali. Il Pd deve tornare a essere protagonista, con il contributo dei corpi intermedi e degli amministratori: non deve essere un problema se questi ultimi ambiscono a un ruolo guida”. Con le sezioni Minarelli vuole sottoscrivere un “patto di trasparenza e reciprocità per aggredire la situazione economica del partito, che non è proprio rosea; sosteniamo le feste dell’Unità che vanno bene, riesaminiamo le altre”.
Fabio Terminali
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