Timori sul futuro del Castello Estense
Con l’abolizione della Provincia resterà senza proprietario. Il sindaco: «Non sappiamo cosa stabilirà la legge»
Immobile storico perfettamente ristrutturato, posizione centralissima, ambienti luminosi, ottima vista, spese condominiali: 726mila euro all’anno, utenze incluse. Il proprietario lo libererà in data da destinarsi, per avvenuta abolizione.
Se fosse un’abitazione qualsiasi potrebbe suonare così un immaginario annuncio immobiliare dedicato al Castello Estense. Ma, pur nel solco del paradosso, la strampalata offerta contiene un elemento di indiscutibile verità. Il proprietario, la Provincia di Ferrara, ente già assottigliato dalla riforma Delrio, è destinato a uscire di scena, e in questa fase di transizione ancora non risulta ben chiaro a chi lascerà in eredità i suoi beni, a cominciare dal Castello Estense.
Il campanello d’allarme lo ha fatto squillare il sindaco - nonché Presidente della Provincia - Tiziano Tagliani, in occasione della consegna dei 6.500 euro per la pulizia delle erbacce raccolti attraverso la Camera di Commercio con l’iniziativa “Adotta un mattone”. «Quando si adotta un bambino lo si fa per tutta la vita - aveva ammonito Tagliani - mi auguro valga anche per il Castello. Ne ho parlato con il ministro Franceschini, una risposta ancora non c’è, io spero rimanga a questa comunità».
Parole dirette che mettono in discussione quello che i ferraresi danno per scontato: che il Castello è un bene della città e del suo territorio, e tale deve restare. La cancellazione delle Province in corso d’opera apre invece, insieme alle incognite ancora da definire sulla ricollocazione dei dipendenti, anche l’interrogativo sul “passaggio di proprietà” del Castello.
Ieri, poco prima della Giunta, il sindaco/presidente Tagliani ha ribadito a chiare lettere il concetto: «Nel momento in cui il Parlamento sancirà l’abolizione delle Province, dovrà essere posta all’attenzione la questione del patrimonio immobiliare, e in particolare di quei beni che fanno parte dell’identità storica e culturale di un territorio. Un conto è la perdita di un qualsiasi edificio di nessun pregio artistico, ma per monumenti come i castelli il discorso cambia. Ci vuole una legge che stabilisca come regolare questo delicato passaggio, e a tutt’oggi non si sa che legge sarà. Del resto, nessuno si era nemmeno preoccupato della destinazione della quadreria della Carife. Da qui la preoccupazione, e l’auspicio che il Castello, come altri edifici di grande valore identitario, continuino a essere patrimonio dei ferraresi. Noi, come amministrazione pubblica, abbiamo l’obbligo di tenere vivi questi patrimoni comuni».
Ma con l’estinzione della Provincia quali nuovi “inquilini” potrebbero abitare il Castello? O meglio, diventarne i proprietari? Nelle parole del sindaco è chiaro l’auspicio che sia il Comune a mantenerne il controllo; i soli altri candidati all’orizzonte sembrano essere la Regione o lo Stato, con il passaggio del Castello al Demanio.
Una prospettiva che non appare realistica nell’opinione dell’assessore comunale alla Cultura, e vicesindaco, Massimo Maisto: «Non bisogna esagerare con la preoccupazione. In questa fase stiamo lavorando affinché la gestione del Castello passi al Comune, e la mostra “L’Arte per l’arte” rappresenta una sorta di anticipazione di questa sinergia tra Provincia e amministrazione municipale, una “corsa in avanti” per accelerare il percorso burocratico in vista, ma non sappiamo ancora quando, dell’eliminazione completa delle Province».
Il timore, aggiunge Maisto, non è tanto quello di uno “scippo” da parte della Regione o dello Stato, ma del crearsi di una situazione di vuoto e di stallo nella quale il Castello rischia di diventare non tanto un bene conteso quanto una “terra di nessuno”.
L’immobile, secondo una ripartizione millesimale che distingue le parti destinate agli uffici da quelle occupate da Museo e Imbarcaderi, ammontano a quasi 374mila euro annui tra “bollette” e manutenzione ordinaria. Quasi altrettanto costa la gestione delle attività.
Alessandra Mura
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
