Caso Bergamini, in tv i misteri di quella morte
BOCCALEONE. Sui tanti misteri che a distanza di 26 anni ancora avvolgono la scomparsa di Denis Bergamini, brillante calciatore del Cosenza, la cui carriera purtroppo si è spezzata lungo la statale...
BOCCALEONE. Sui tanti misteri che a distanza di 26 anni ancora avvolgono la scomparsa di Denis Bergamini, brillante calciatore del Cosenza, la cui carriera purtroppo si è spezzata lungo la statale 106 in quel tragico 18 novembre 1989, è tornato l’altra sera Giuseppe Rinaldi, inviato della trasmissione “Chi l’ha visto” di Rai 3. Alcune rivelazioni mai emerse prima d’ora intorno al caso, sul quale ora la Procura di Castrovillari vorrebbe mettere la parola fine con l’archiviazione, sono trapelate dall’avvocato Fabio Anselmo e dalla sorella Donata, che insieme ai parenti ed agli amici di Denis ed ai medici non ha mai creduto all’ipotesi di suicidio. Secondo il legale della famiglia Bergamini i processi possono aver luogo «solo con imputati ben identificati e questo scenario sarebbe stato sufficiente per ottenere una sentenza di condanna».
Non solo, perché Anselmo davanti alle telecamere della nota trasmissione condotta da Federica Sciarelli, ha rilevato che «facendo riesumare i resti del povero Bergamini si potrebbero ottenere risultati impensati e con certezza si potrebbe stabilire se quando Denis è stato sormontato dal camion era vivo o morto ed eventualmente da quanto tempo era morto». Durante l’intervista il legale della famiglia Bergamini ha ribadito che «tutti i consulenti dicono che non c’è stato trascinamento del corpo», ma che anzi, se Bergamini si fosse lanciato davanti al camion in corsa, tesi sostenuta sinora dall’ex-fidanzata Isabella Internò, indagata dalla procura di Castrovillari nel 2011 per concorso in omicidio insieme al camionista, sul quale pesano le accuse di favoreggiamento e calunnia, avrebbe riportato lacerazioni, ecchimosi, contusioni dovute all’impatto col suolo. L’ipotesi formulata dai legali della famiglia, come noto, è quella che il camion si sarebbe accostato al corpo del giovane calciatore, originario di Boccaleone e lo avrebbe sormontato con leggera sterzata della ruota sul bacino, sino a compiere poi una retromarcia.
Anselmo ha infine citato «segni evidenti di asfissia meccanica e si ipotizza che prima che venisse sormontato dal camion, sia stato inserito in un sacchetto di plastica». La sorella Donata ha svelato che i genitori di Isabella «erano venuti a sapere solo un mese prima della morte di mio fratello dell’aborto di Londra», avvenuto al 5º mese di gravidanza della ragazza in una clinica privata a spese di Denis. «Questa dichiarazione è molto importante», ha aggiunto l’inviato Giuseppe Rinaldi.
Katia Romagnoli
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