Dopo la Provincia: «Il Castello resti un bene della città»
I timori espressi dal sindaco Tiziano Tagliani sul futuro del Castello Estense, oggi anche presidente Provincia, ente verso la chiusura definitiva dopo la riforma Delrio, non sono infondati. Se...
FERRARA
Dopo i timori espressi dal sindaco Tiziano Tagliani sul futuro del Castello Estense, oggi anche presidente Provincia, ente verso la chiusura definitiva dopo la riforma Delrio, non sono infondati. Se prima era proprietaria la Provincia, domani, con la sua abolizione, quali saranno inquilini o proprietari del Castello? E quale sarà l’uso che se ne farà? Michele Pastore, presidente associazione Ferrariae Decus guarda al futuro: «Per fortuna non c’è ancora nulla di deciso. Se faccio riferimento al recente incontro tenutosi nella sala dell’Imbarcadero, ricordo che il sindaco disse che il Castello poteva essere la sede ideale per tutte le iniziative culturali della città, come ad esempio mostre, convegni». L’ipotesi che possa passare allo Stato o alla Regione? «Non mi preoccupa - precisa Pastore - perché non ragiono su situazioni possibili ma vaghe. Cosa se ne farebbe in fondo lo Stato? Non capisco l’ipotesi, e visto che non ci sono ancora i decreti non mi preoccupo. Ritengo invece che il Castello dovrebbe diventare il centro di tutti i musei cittadini che si auspica debbano essere inseriti in una sorta di sistema. Il Castello diventerebbe così il punto di riferimento anche se suddiviso in una parte museale e in un’altra con sede di uffici sempre però legati al settore. In sostanza: Castello museo di se stesso, Castello zona di mostre, Castello perno del sistema museale di Ferrara».
Giulia Vullo, presidente del Garden Club, ha avuto continui legami con l’amministrazione provinciale spiega di «non essere in grado di prevedere cosa potrà succedere, sia se dovesse essere la Regione o lo Stato ad averne la proprietà perché sono due organismi molto lontani dal nostro territorio. Quello che ritengo indispensabile è che rimanga comunque al Comune di Ferrara». Poi spiega che c’è una figura che potrebbe affrontare questo problema particolarmente spinoso ed è il Ministro Franceschini, «anche perché la situazione non è solo della nostra città ma si ripresenterà in tutte quelle località dove le Province verranno abolite».
Infine, anche il presidente di Italia Nostra, architetto Andrea Malacarne, auspica che «alla Provincia subentri come proprietario il Comune sia per un fatto territoriale di vicinanza sia per la maggior facilità di gestione che potrebbe avere».
Margherita Goberti
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