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«Ecco tre proposte per risolvere il caso delle Poste»

MASI TORELLO. Il gruppo consiliare di minoranza “Insieme per Masi” interviene in merito alla questione sorta a seguito della volontà di Poste Italiane di chiudere l'agenzia di Masi San Giacomo...

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MASI TORELLO. Il gruppo consiliare di minoranza “Insieme per Masi” interviene in merito alla questione sorta a seguito della volontà di Poste Italiane di chiudere l'agenzia di Masi San Giacomo esprimendo un profondo disappunto, «per scelte meramente economiche e discriminanti». Così i consiglieri Massimo Pezzuolo, Marco Rizzati e Luca Signorini spiegano in una nota come “Insieme per i Masi”abbia «già vissuto in passato una analoga situazione che riguardava sempre la minacciata chiusura delle Poste. Tale minaccia fu risolta a livello politico mediante l'azione congiunta dell'allora sindaco Rescazzi e di Giuliano Barboni che si fece portavoce della popolazione di Masi San Giacomo». Da qui l’invito al sindaco Bizzarri «di provare a ripercorrere la via che porta all’ambito politico, interessando tutti i rappresentati ferraresi in Regione, in parlamento, ed al governo (con l’onorevole Franceschini), che facciano pressioni alla direzione delle Poste Italiane. Una prima alternativa in caso di risposta negativa, proporre il mantenimento dello status-quo, in accordo con il comune di Voghiera unificando il servizio postale alternato, cioè ogni settimana 3 giorni a Masi San Giacomo e 3 giorni a Montesanto, permettendo ai cittadini meno abbienti e soprattutto agli anziani di usufruire di un servizio quasi insostituibile. Ultima alternativa, decisamente meno appetibile, istituzione di un bus-navetta incentrando il servizio nei primi 2 - 3 giorni del mese in occasione della riscossione delle pensioni, poi 1 - 2 volte settimanali per le altre incombenze, il tutto coordinato con il personale dell'agenzia di Masi Torello».

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