L’appello del sindaco: «Basta tagli ai Comuni»
Si schiera con il collega Merola che sfida Renzi, perché gli enti sono senza soldi «Non possiamo ridurre servizi e aumentare le tasse, c’è chi lo sta già facendo»
Da Ferrara a Roma, dal sindaco Tagliani al premier Renzi. Il sindaco interviene sui bilanci al collasso dei Comuni, Ferrara certo non esclusa, e pone le sue condizioni in un intervento in cui non cita mai nè Renzi nè il Governo. Colpevoli di troppi tagli sull’economia locale. Tagliani prende la parola per dar ragione e rispondere all’appello lanciato dal collega Virginio Merola, sindaco di Bologna, che sfidando Renzi ha lanciato l’Sos («Siamo al collasso, con questi tagli sui Comuni ogni riforma è inutile») e chiamato i colleghi regionali alla mobilitazione. E Tagliani risponde ‘presente’: «Sì - scrive Tagliani - Merola ha ragione, poichè - (la sintesi del suo intervento) occorre subito far chiarezza e intervenire per Decreto (ossia d’ufficio, ndr) sulla finanza locale. Si ripristini dunque un fondo di compensazione dopo i tagli, distribuendo quei tagli alle risorse previsti dalla Legge di Stabilità e così favorire e non penalizzare chi di fatto sta lavorando per risanare i bilanci». Anche quello di Tagliani è un appello (al governo e a Renzi) e un allarme (allo stesso indirizzo). Perchè spiega «sui bilanci dei Comuni e di tutti gli enti locali gravano non solo i tagli previsti dalla Legge di Stabilità, ma anche le numerose questioni ancora aperte, sul Patto di Stabilità e l’ammontare dei tagli previsti dalla Legge di Stabilità per ogni Comune». Ma, senza risolvere quelle questioni, spiega Tagliani, «è impossibile redigere i Bilanci di previsione per il 2015, o – come fece Ferrara che ha approvato il previsionale entro dicembre, nei termini di legge – procedere alle variazioni necessarie per liberare potenziali risorse». Concretamente, Tagliani sottolinea che «ancora una volta ci si trova nell’assurda situazione di non poter spendere le poche risorse disponibili per i vincoli derivanti dal Patto di Stabilità». Peggio ancora, riflette: «queste poche risorse, derivanti da percorsi virtuosi di buona gestione, potrebbero venir assorbite da tagli, che non tengono conto di percorsi di risanamento, mascaricano su Comuni ed enti locali incrementi di spesa a livello centrale».
Morale, «sarebbe inevitabile procedere a riduzioni di servizi o aumenti di imposte. O entrambi, come già annunciato da alcune importanti città».
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