La Nuova Ferrara

Ferrara

Sesso a pagamento nel circolo culturale

di Marcello Pulidori
Sesso a pagamento nel circolo culturale

Sfruttamento della prostituzione: arrestati un bondenese, la sua compagna e un ferrarese. I rapporti in sale appartate

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VIGARANO MAINARDA. Il circolo (ufficialmente sede di un’associazione culturale) si chiamava “24.000 baci” ma al suo interno gli agenti della squadra mobile della Questura di Ferrara hanno accertato che non certo di soli baci erano fatte le effusioni che si svolgevano al suo interno. L’operazione, denominata Last Sex, coordinata dalla Procura della Repubblica e diretta dal dirigente della Mobile, Andrea Crucianelli, ha tolto i veli dell’apparenza: dietro le parvenze di un circolo culturale, nel locale si svolgeva, infatti, una vera e propria attività, come se si trattasse di una casa di prostituzione, luogo di pruriginose esibizioni di ragazze dell’est e di imprese galliche di playboy basso-padani.

Così, con un blitz avvenuto mercoledì scorso, i poliziotti della Mobile hanno arrestato 3 persone ritenute responsabili, in concorso, di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. I tre sono poi stati posti agli arresti domiciliari. A finire nei guai sono stati: B.G., 48 anni, originario di Bondeno; O.A.G, 28 anni, romena, compagna del bondenese; e B.D., 48enne di Ferrara.

Va aggiunto anche che il locale, che nelle serate di maggiore afflusso di clienti (in particolare il venerdì e il sabato) arrivava a far “guadagnare” ai gestori oltre 3mila euro a sera, è stato definitivamente chiuso su decreto dell’autorità giudiziaria.

Le indagini della squadra mobile avevano preso il via addirittura nell’ottobre 2013 quando attraverso un controllo di natura amministrativa alcuni agenti in borghese si erano presentati all’ingresso del locale, ricevendo subite le avance di ragazze ben disposte. Di qui i primi sospetti che hanno consentito di sviluppare appieno le indagini. Indagini che si sono successivamente snodate da gennaio a giugno 2014, fino alle ultime, decisive risultanze che hanno condotto ai 3 arresti. Come ricostruito dai poliziotti, le 3 persone arrestate (che non figuravano ufficialmente nella “carta d’identità” del locale, intestato ad un prestanome) garantivano la presenza di circa 20 ragazze ogni sera, quasi tutte romene, le quali - regolarmente iscritte al circolo culturale - venivano in realtà pagate in base al numero di rapporti sessuali avuti con i clienti (anche questi ultimi formalmente tesserati dell’associazione). La contabilità data dall’attività delle ragazze veniva così tenuta con una rigida metodologia: all’ingresso i clienti, dietro pagamento di una somma che poteva variare dai 50 ai 100 euro, ricevevano indicazioni precise sulla ubicazione di zone apposite, vicine alla sala grande, salotti e piccoli spazi appartati e occultati da pesanti tendaggi, oltre i quali era possibile fruire di uno spettacolo erotico ma anche consumare rapporti sessuali. La squadra mobile, che ha minuziosamente perquisito l’intero locale, ha tra l’altro potuto rinvenire e sequestrare materiale inequivocabile circa gli avvenuti rapporti, come ad esempio alcuni preservativi. La donna romena di 28 anni era colei che nella pratica gestiva l’attività delle ragazze, ordinando di fatto anche come si sarebbero dovute vestire per far piacere ad un cliente che aveva, magari, espresso determinati desideri. La Mobile è stata in grado inoltre di certificare oltre 80 scambi di denaro appositamente per compiere atti sessuali con le ragazze. C’era addirittura una quasi fantomatica ragazza conosciuta come la “donna gatto”. Nel tariffario illegale, spendendo 100 euro un cliente poteva stare in compagnia della ragazza non più di 20 minuti. Per riuscire ad avere un quadro completo degli indizi a carico delle persone sospettate, gli agenti della Mobile hanno utilizzato, inoltre, numerose intercettazioni telefoniche che hanno dato esiti decisivi. B.G., in più, agiva da vero e proprio addetto alle pubbliche relazioni, con tanto di lusinghe nei confronti degli ospiti più “interessati”, come ad esempio riferire al cliente di turno che la tale ragazza, precedentemente conosciuta, aveva chiesto di lui manifestando profondo interesse per quel cliente.

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