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Unife, più diritti e privacy

Atti contro le discriminazioni per studenti, uomo o donna, in transizione di sesso

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«Il nostro ateneo è stato il primo in Italia a realizzare un Bilancio di genere, giunto alla sua terza edizione, al fine di avere un proprio strumento in grado di fornire elementi utili a orientare le politiche di genere all’interno» dell'Università degli studi di Ferrara.

Ed è stato lo stesso rettore Pasquale Nappi ad annunciare, durante il discorso di inaugurazione del 624° anno accademico, che Unife ha compiuto, in poco tempo, un notevole passo in avanti nelle politiche delle pari opportunità.

«Nel sito creato su iniziativa della collega delegata alle pari opportunità sono raccolte e descritte tutte le azioni positive realizzate e che si intende realizzare per raggiungere tale obiettivo». E proprio di “Equality and Diversity”, ovvero, “uguaglianza e diversità”, argomenti strettamente collegati alle politiche di pari opportunità, parliamo con la professoressa Cristiana Fioravanti, delegata del rettore alle pari opportunità, che illustra il delicato tema legato alla «procedura amministrativa applicabile agli studenti o alle studentesse in situazione di riattribuzione del sesso, con la gestione di una carriera “alias” e l'introduzione del doppio libretto». «Sulla base di alcune segnalazioni pervenute in ateneo - sottolinea l'esperta - abbiamo ritenuto necessario prenderci carico della fattibilità dello studio e della messa a regime di un meccanismo che deve salvaguardare innanzitutto la privacy e la correttezza amministrativa». L’ateneo di Ferrara ha adottato, dal settembre scorso, una delibera che introduce l’uso del doppio libretto e di una carriera “alias” per gli studenti in transizione di sesso: un lavoro durato quattro mesi portato a termine da una equipe di professionisti di Unife che ha analizzato tutti i regolamenti già presenti in ambito universitario e che trattassero il delicato tema del “terzo genere”. «Abbiamo inteso predisporre un regolamento ad hoc che potesse essere utilizzato da quanti avessero la necessità di richiedere la sua applicazione, studiando le prassi già in uso in altri atenei, ma sempre nell'ambito del rispetto per la persona, legato alle esigenze di tutta la comunità accademica, non solo degli studenti, ma anche del personale e del corpo docenti, garantendo la massima riservatezza in tutto l'iter come da delibera del Senato accademico».

E proprio la finalità della delibera consiste nel farsi carico del «disagio che lo studente o studentessa in via di transizione di genere deve affrontare per l’evidente contrasto tra il suo aspetto esteriore ed il nome che emerge ad ogni esame o appello ed in ogni occasione di confronto pubblico nel percorso universitario intrapreso». L’adozione del doppio libretto e della carriera “alias” è finalizzata alla tutela dei valori fondamentali: il rispetto della privacy della persona in transizione di sesso; la garanzia della riservatezza nel trattamento dei suoi dati personali, ma anche alla tutela della dignità della persona in transizione di sesso nel corso della sua vita universitaria, in modo tale da evitare il verificarsi di trattamenti discriminatori e di situazioni imbarazzanti e spiacevoli che potrebbero verificarsi in ragione del “contrasto tra il suo aspetto esteriore ed il nome” che altrimenti emergerebbe.

Federica Achilli

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