Bastianino fa il tutto esaurito in Duomo
Centinaia di visitatori per ammirare il capolavoro cinquecentesco. Mentre a Mosul e Nimrud l’uomo cancella se stesso VIDEO1 VIDEO2 FOTOGALLERY
Non sono bastati gli stalli del coro Cinquecentesco dell’abside del Duomo a contenere tutti i ferraresi che ieri pomeriggio hanno risposto al richiamo del “Bastianino”. Diverse centinaia di persone hanno raccolto l’invito della Nuova Ferrara a partecipare a una visita speciale alla (ri)scoperta di un capolavoro potente e schivo, il Giudizio Universale realizzato tra il 1577 e il 1580 da Sebastiano Filippi, detto il Bastianino. Oltre a numerose autorità cittadine, tra i tanti visitatori non è voluta mancare la figlia dello scrittore Giorgio Bassani, Paola, accompagnata dalla sorella del ministro Franceschini, Flavia. Nel cuore della Cattedrale estense che, ha sottolineato il direttore della “Nuova” Stefano Scansani, è una sublime sintesi di storia e arte, si sono passati il testimone tre guide d’eccezione: la direttrice della Pinacoteca Nazionale di Ferrara, Anna Stanzani, lo storico dell’arte - nonché sovrintendente del restauro del “Giudizio” realizzato nel 2000 da Ottorino Nonfarmale - Andrea Emiliani, e il professor Gianni Venturi, storico della letteratura.
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Ed è stato proprio quest’ultimo a conficcare nell’atmosfera di bellezza secolare e solenne una scheggia di attualità. Perché se a Ferrara si rende rispettoso omaggio a uno dei capolavori della sua storia e della sua memoria, dall’altra parte del mondo ruspe e fanatismo distruggono le opere del museo di Mosul e radono al suolo la millenaria città assira di Nimrud: «Oggi è una giornata di lutto, e quando l’arte viene cancellata vuol dire che l’uomo fa veramente schifo».
Quasi un antidoto, e un lenitivo, vedere al contrario centinaia di ferraresi sfidare i limiti della cervicale per penetrare, come ha spiegato Stanzani, «il disegno rotto, i contorni franti e le forme aperte» del Bastianino, che ne fanno uno degli artisti d’avanguardia, capaci di interpretare con un linguaggio originale la lezione di Michelangelo. Un messaggio religioso, forte e semplice: il trionfo del Bene e la Sconfitta del Male, in cui Bastianino trova anche spazio per “giudizi” tutti personali dipingendo tra i dannati - secondo una leggenda - anche Livia Grazioli, la promessa sposa che, stanca di aspettare la fine del lavoro, lo abbandonò. Colpito da un’affluenza tanto massiccia, il critico d’arte Emiliani (che il 5 marzo ha spento 84 candeline) ha dunque proposto di organizzare un “bis”, con la bella stagione: una conferenza per illustrare le tappe del restauro. L’incontro, reso possibile grazie all’Arcidiocesi e al Capitolo della Cattedrale, si è conclusa con le note solenni dell’organista Claudio Ferraresi, giusta “colonna sonora” per quei visitatori che, seduti tra i banchi dei fedeli, assistevano all’iniziativa come a una messa laica.
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