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«Ceramiche e altri clienti della Mirror in questa vicenda proprio non c’entrano»

«In questa vicenda le Ceramiche Sant’Agostino non c’entrano niente, così come non c’entrano niente le altre aziende clienti». Unindustria Ferrara, in occasione della manifestazione indetta per...

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«In questa vicenda le Ceramiche Sant’Agostino non c’entrano niente, così come non c’entrano niente le altre aziende clienti». Unindustria Ferrara, in occasione della manifestazione indetta per oggi in città dal Si Cobas, ribadisce come abbia tentato, insieme alla Mirror, alle istituzioni e non solo, di arrivare a una soluzione della vicenda. E nello stesso tempo, è preoccupata dall’annuncio del SiCobas, che «ha infatti già comunicato che attiverà le stesse "forme di lotta" anche davanti ai cancelli dei clienti della Mirror». Una situazione difficile da accettare, viste le ripercussioni che sta avendo l’azienda di Sant’Agostino « realtà che nasce nel 2001 dall'impegno e dalla fatica di cinque soci, ex dipendenti della Cercom e che ad oggi occupa circa trenta dipendenti». Ricordando il «regolare contratto di appalto di servizi di facchinaggio con la cooperativa LK» Unindustria Ferrara spiega come «proprio a partire dal settembre dell'anno scorso», quel contratto si «diventava via via fonte di gravi disservizi, inadempienze e danni alla produzione, tali da compromettere il normale svolgimento di tutta l'attività della Mirror». Da qui le contestazioni dell’azienda a

LK, ma senza effetto, e la decisione di «recedere per giusta causa dal contratto di appalto con LK» e la stipula di un nuovo «contratto di appalto con MFZ, che coinvolge 14 lavoratori - quindi con un pari saldo occupazionale - prevalentemente del territorio». Inizia dunque la protesta dei dipendenti LK, e «dalla legittima manifestazione delle proprie idee, al voler affermare con la forza le proprie ragioni, il passo è stato breve. Quel che succede oggi è sotto gli occhi di tutti: un'azienda bloccata e tenuta sotto scacco da mesi». Le ragioni portate avanti da questi lavoratori e dal loro sindacato - rileva Unindustria - sono che essi, ancorchè formalmente assunti dalla LK, erano in realtà dipendenti della Mirror e non potevano essere rimpiazzati. Non entriamo nel merito (è campo delle autorità giudiziarie), ma quel che conta è l'inaccettabilità di questo modo di far valere i propri presunti diritti, l'intollerabilità, nello stato di diritto, della scelta della prevaricazione e della forza per sostenere le proprie pretese o rivendicazioni».

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