Dai vecchi Ds una mano al Pd
Donazione per coprire il rosso di bilancio 2013. Il tesoriere: qualche immobile ci farebbe comodo
Il patrimonio gli ex Ds continuano a tenerselo ben stretto, senza condividerlo con l’erede Pd, ma sul piano economico un aiuto al partito nato da una loro costola, l’hanno pur dato. Non si sa come avrebbe fatto altrimenti la federazione provinciale dei democratici, che aveva chiuso il bilancio 2013 con un rosso di 240mila euro, ridotto a cifre molto più gestibili nel preconsuntivo 2014 definito in queste settimane congressuali. «L’aiuto c’è stato, nei limiti che la legge consente (per le associazioni il tetto è di 100mila euro, ndr): si tratta comunque di diverse decine di migliaia di euro - rivela Maurizio Barbirati, il tesoriere del Pd - Si è reso necessario per ammortizzare l’indispensabile azione di ripulitura del nostro bilancio dai crediti inesigibili nei confronti dei circoli: abbiamo smesso d’iscrivere alla voce entrate richieste che derivano da obiettivi ormai irraggiungibili. Ora abbiamo un bilancio sostanzialmente in equilibrio, pur in assenza di contributi nazionali, anche perché il personale è a contratto di solidarietà (3 part time e 1 tempo pieno, ndr). Certo, a proposito del dibattito di questi giorni, ci siamo detti tante volte quanto farebbe comodo anche solo una parte degli immobili della fondazione ex Ds».
Si tratta del “tesoretto” immobiliare conferito al momento dello scioglimento dei Democratici di sinistra, nel 2007, alla Fondazione L’Approdo che l’ha gestito fino ad oggi, affittando una ventina di sedi ai circoli Pd ma anche, è successo di recente, all’Associazione sommelier. «Intendiamoci, gli affitti sono davvero agevolati, si tratta di 200-250 euro al mese, in sostanza la copertura delle spese di gestione e le tasse - riconosce Barbirati - Mi sembra tuttavia incoraggiante che il presidente della Fondazione, Bracciano Lodi, non chiuda alla possibilità di un conferimento degli immobili al partito, come del resto era stato ipotizzato alla nascita dell’ente». Ne dovrà discutere il network delle Fondazioni guidato dall’ex tesoriere Ds, Ugo Sposetti, che oggi è senatore Pd. Quando? Non si sa, difficilmente a breve. Nelle mozioni congressuali dei due candidati alla segreteria, peraltro, il tema finanziario è solo sfiorato.
L’ultimo pezzo dell’eredità Ds, dopo gli immobili e i conti della liquidazione, è rappresentato dai beni strumentali all’organizzazione delle feste di partito: capannoni, palchi, teloni e tutto quanto serve allo scopo. «Il materiale è stato affidato in uso ad una società che poi firma i contratti con gli organizzatori delle feste» rende noto il tesoriere Pd. La società in questione si chiama dal 2013 Centro feste srl, il socio di riferimento è la famiglia dell’ex sindaco di Tresigallo, Vittorio Volpi (Gian Carlo Saccomandi con il 35%, Giovanni Bertoli e Antonio Poletti con il 5% ciascuno gli altri soci), che ne è anche l’amministratore unico: nel 2013 ha percepito 33mila euro di stipendio, l’anno dopo solo 18mila in quanto ad un certo punto ha rinunciato al compenso. Il fatturato 2013 è stato di 404mila euro, con 9 dipendenti per 115.852 euro di stipendi, utile modesto (2.452,54 euro) allestimenti anche fuori provincia e non solo per feste Pd. Un business che si può definire spin off della politica.
Stefano Ciervo
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