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«Dalle opposizioni solo pretesti sulle scuole di Reno»

CENTO. «Il diritto di superficie sul terreno di Reno Centese, solo un pretesto per la minoranza. Nessuna ricaduta o vincolo sulla realizzazione delle scuole». A spiegare i passaggi relativi al...

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CENTO. «Il diritto di superficie sul terreno di Reno Centese, solo un pretesto per la minoranza. Nessuna ricaduta o vincolo sulla realizzazione delle scuole». A spiegare i passaggi relativi al terreno che ospiterà la scuola di Reno Centese, il presidente della Partecipanza di Cento, Flavio Draghetti e il vice Vasco Fortini. All'origine della faccenda, «il contratto per diritto di superficie sottoscritto tra l'ente e Cogefer, impresa inizialmente interessata a costruire la scuola. Cogefer ha in seguito rinunciato con lettera alla costruzione dell'immobile, così il Comune, interessato a portare a termine comunque l'opera, ha preso contatti con la Partecipanza». Ne è seguito, proseguono Draghetti e Fortini, un esproprio, mediante accordo bonario: «È stato individuato un prezzo vantaggioso per l'ente. Al Comune poi, non interessa se sull'area è in essere un diritto di superficie di Cogefer, perché è intenzionato ad acquistare in ogni modo il terreno, assumendosi ogni responsabilità. Solo un anno e mezzo dopo, è emerso che i creditori di Cogefer hanno iscritto sul diritto di superficie, come su 90 altri fabbricati, e non sul terreno ipoteche giudiziarie». Nessuna ricaduta quindi, sostengono Draghetti e Fortini, «sulla realizzazione della scuola, perché i creditori di Cogefer, non della Partecipanza, potranno rivalersi su un diritto di superficie, che all’asta in sintesi non avrà alcun valore». La coalizione riferisce di aver già messo a disposizione a bilancio, i 200mila euro per le scuole di Alberone. «Tuttavia per le opposizioni - motivano - non è previsto dallo Statuto che l'ente faccia donazioni». Ma davanti a un terremoto, replica Fortini «la Partecipanza, proprietaria di un terzo del territorio centese e con circa 4milioni di euro in banca, ha il dovere morale d'aiutare i cittadini di Cento e partecipanti. Da qui, il nostro tentativo di andare a modificare lo Statuto, in un'assemblea che tuttavia le opposizioni non ci hanno permesso di fare».

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