La Nuova Ferrara

Ferrara

Non fu minaccia, lieve condanna

Non fu minaccia, lieve condanna

Lido Volano, aveva mostrato il coltello al rivale: 1 anno e mille euro di ammenda

2 MINUTI DI LETTURA





LIDO VOLANO. Rischiava grosso, per quel faccia a faccia non proprio amichevole con un coetaneo all’uscita di una discoteca dei Lidi.

Sedici agosto di tre anni fa, una serata un po’ troppo “calda”, qualche nervosismo di troppo e lui, 25enen palermitano, ha mostrato al rivale un coltello a serramanico con la lama di 9 cm. Un gesto che, in tribunale, si è tradotto con le accuse di minacce aggravate e di porto abusivo di armi, per aver portato fuori di casa un’arma per cui è necessaria la licenza. Contestazioni che, secondo il pubblico ministero Renzo Simionato, dovevano essere punite con una condanna a 1 anno e 9 mesi, ma che il giudice Baldelli, accogliendo le osservazioni della difesa, ha ridotto a un mese e 1000 euro di ammenda.

Il difensore dell’imputato, l’avvocato Alessandro D’Agostino, è stato infatti in grado di dimostrare che quella sera d’estate non ci fu una vera e propria minaccia, ma soprattutto è riuscito a far derubricare il reato di porto abusivo di armi (che prevede condanne da un minimo di 18 mesi a un massimo di tre anni), riconducendolo a una più lieve violazione della legge 110 del 1975 sul porto di armi o oggetti atti a offendere. In particolare, per quel che riguarda le minacce, la difesa ha sottolineato che il giovane si era limitato a mostrare il coltellino, senza accompagnare a quel gesto alcuna parola minacciosa. Ha poi osservato che il coltello, pur avendo una lama di 9 centimetri, era un modello a serramanico e non a scatto, una tipologia che rientra nella già citata legge 110 e non configura invece il ben più grave porto abusivo di armi.

Per questo capo di imputazione il giudice ha poi riconosciuto la pena minima prevista, ovvero un’ammenda di mille euro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google