Carife, indizi d’acquirente
Chiede informazioni molto specifiche, non ha rete sul territorio. Forse è quotato
La banca che sta sezionando i conti Carife da una decina di giorni ha di sicuro intenzioni serie e probabilmente non ha una presenza forte a Ferrara e zone limitrofe. Lo stretto riserbo sulla sua identità, poi, farebbe pensare ad un istituto quotato in Borsa.
Sono indizi ancora insufficienti per capire di chi si tratta, ma costituiscono in qualche maniera un minimo elemento di rassicurazione per il futuro della banca: se l’istituto interessato passerà ai fatti, formulando cioè un’offerta vincolante, sarà perché ha studiato ogni dettaglio industriale dell’affare e ha già un’idea precisa di come integrare Carife.
È quanto per ora si può evincere dai movimenti che filtrano dal data room, la stanza virtuale nella quale sono rinchiusi gli emissari della banca interessata per valutare i conti e i crediti. Le richieste che escono dal data room in questi giorni vengono considerate molto specifiche e approfondite, anche su aspetti tecnici particolari, non sempre coincidenti con quelle soddisfatte nei mesi scorsi per conto di Popvicenza e Caricento.
Si sa poi che gli emissari non si limitano ai conti e ai crediti di Carife, ma allargano il loro interesse allo stato socio-economico del territorio provinciale e delle zone limitrofe nelle quali corso Giovecca è presente, come se non potessero contare su di una rete locale propria in grado di effettuare queste analisi.
Nell’ultimo consiglio di amministrazione della Fondazione c’è stato un passaggio sulla situazione della banca, ma anche Palazzo Crema è priva di elementi certi di valutazione. Le possibilità di un’adeguata valorizzazione delle azioni, sia per loro che per i soci privati, si stanno tuttavia assottigliando: prima ci sono continuità della banca e occupazione. (s.c.)
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