L’assessore Sapigni: «Stiamo lavorando per una soluzione»
«Siamo in azione. Non sarà semplice nè breve, perché la strada è in salita, ma stiamo lavorando per trovare una soluzione». Questa la rassicurazione che l’assessore comunale alla Sanità Chiara...
«Siamo in azione. Non sarà semplice nè breve, perché la strada è in salita, ma stiamo lavorando per trovare una soluzione». Questa la rassicurazione che l’assessore comunale alla Sanità Chiara Sapigni rivolge alla signora Emilia Gavioli, la proprietaria della casa di Fondo Reno occupata da 70 cani, la cui presenza di fatto impedisce di compiere lo sfratto esecutivo stabilito ormai da oltre tre anni dal giudice. A fine febbraio si è tenuta la Consulta comunale delle associazioni per la tutela degli animali che, come proposto dalla presidente Avedev Paola Cardinali, ha avviato un confronto per trovare una collocazione ai 70 cani. La struttura comunale, lo ricordiamo, ospita attualmente 102 animali su una capienza massima di 117, e può accogliere cani morsicatori, oppure in situazione di pericolo, abbandonati oppure oggetto di sequestro giudiziario. Nessuno di questi casi, al momento rientra in quello in esame. L’unica volta, nel 2011, in cui il personale del Servizio Veterinario dell’Asl ha potuto entrare nella casa, ha potuto solo elevare una sanzione amministrativa per la mancata iscrizione all’anagrafe canina di alcuni animali, e da allora l’occupante della casa ha sempre negato l’accesso. L’unica a poter intervenire, a questo punto, è la magistratura, per cercare di sbrogliare una matassa di cui si fatica a vedere il bandolo. «È una situazione assurda, sono esasperata - ribadisce la proprietaria della casa occupata, Emilia Gavioli - Penso che tenere un numero così alto di cani in casa possa sollevare qualche legittimo dubbio sull’esistenza di un problema di igiene. Inoltre mi risulta che tra i residenti delle case vicine sia stata sollevata più di una lamentela per l’odore, specie d’estate, e per il rumore, visto che di notte i cani vengono liberati in giardino e abbaiano come si può ben immaginare». La signora Gavioli si è affidata a un legale, l’avvocato Ippolita Domeneghetti, e il suo caso, reso pubblico dalla “Nuova Ferrara” è stato trattato in due occasioni anche dalla trasmissione televisiva Mi Manda Rai 3. Ora la signora Emilia confida nell’interessamento delle istituzioni per riavere la sua casa.
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