Lavoro e impresa, le donne si ‘sentono’
Ferrara tra le migliori d’Italia per minor gap occupazionale con gli uomini. Aziende femminili in crescita e l’Expo le aiuta
FERRARA - Il modo migliore di celebrare la Festa della donna è dare rilievo ai dati sul lavoro e l’imprenditoria femminile che sono stati diffusi ieri da un paio di fonti, Red Sintesi e Unioncamere. Il centro studi mestrino ha elaborato le graduatorie sull’occupazione femminile ed in almeno una di queste Ferrara, a differenza di quanto succede in tutti i confronti sul lavoro senza differenza di genere, appare nelle prime posizioni. Si tratta della classifica che premia il minor divario occupazionale tra maschi e femmine: con “solo” il 12,3%, infatti, il capoluogo si piazza al settimo posto in Italia, subito dopo Bologna.
Per quanto riguarda le donne imprenditrici ferraresi, risultano sempre più numerose e ora hanno una qualche “chance” in più rispetto ai colleghi uomini per cogliere le opportunità di crescita dell'Expo 2015. Il 33% delle 8.240 imprese femminili si concentra, infatti, sulle filiere agroalimentari e turistiche che più di altre potranno trarre vantaggio dall'Esposizione universale, contro il 32% dell'intero tessuto imprenditoriale. Più in dettaglio sono 1.116 le imprese a guida femminile che operano nel turismo, soprattutto nell'attività di ristorazione (bar o ristoranti). Mentre delle 1.615 aziende rosa dell'agroalimentare, oltre 9 su 10 riguardano il comparto agricolo. È quanto emerge dai dati al 2014 Movimprese, elaborati dell'Osservatorio dell'economia della Camera di commercio. Le imprese rosa costituiscono il 22,6% dell'universo imprenditoriale ferrarese, ma è una realtà che sta mostrando di sapersi fare strada rapidamente. Circa il 62% delle aziende femminili, infatti, ha meno di 15 anni e ha conquistato, via via, un peso maggiore sul tessuto produttivo. Le imprese nate dal 2010 in poi, infatti, incidono per quasi il 29% sul totale delle imprese registrate nello stesso periodo, oltre 5 punti in più rispetto alla media generale. Sono 656, poi, le aziende femminili straniere ferraresi, circa metà delle quali localizzate nel comune capoluogo. «I dati mostrano che le donne stanno guadagnando nel tempo spazi maggiori nel nostro tessuto produttivo perché sono dinamiche e attente al mercato. Hanno capito che, soprattutto settori come il turismo, l'accoglienza, la cultura, i servizi alla persona per il nostro Paese sono giacimenti di ricchezza ancora da scavare e da mettere a frutto», ha detto il presidente della Camera di commercio, Paolo Govoni.
L’imprenditoria femminile ferrarese conta 8.240 imprese. Pesa il 22,6% sull'intero tessuto imprenditoriale (contro il 21,5% a livello nazionale e il 20% in regione Emilia-Romagna). Il tasso di femminilizzazione, ovvero l'incidenza delle imprenditrici nel tessuto produttivo, raggiunge punte molto più elevate rispetto alla media in alcuni settori specifici come quelli dei servizi alla persona (60,1%), della sanità e dell'assistenza sociale (41,2%), nell'attività turistiche (37,2%), nella voce noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (29,5%), nel commercio (27,9%) e, ancora, nelle filiere agroalimentari. Tra i comuni della provincia, massima incidenza a Ro, Jolanda, Fiscaglia e Copparo, ma in termini assoluti è a Ferrara con oltre 3.000 unità che si concentra il maggior numero di imprese femminili.
Le donne imprenditrici gestiscono soprattutto bar e ristoranti. Su 1.116 aziende a guida femminile che operano nel turismo ben quattro su cinque si occupano di ristorazione. Oltre la metà di queste 906 imprese (il 37% del totale delle aziende del comparto) sono costituite da bar (514 unità), mentre il 23,7% da ristoranti (215) seguite, per numerosità, dai "take away" (100). Seguono poi attività creative, artistiche, sportive e di intrattenimento e divertimento: nelle attività di restauro due aziende su tre sono guidate dalle donne. Tornando al turismo, le donne sono al comando soprattutto di alberghi (36 unità) e di strutture extralberghiere con 31 imprese femminili tra affittacamere, case appartamenti, B&B, residence. Ultimo per numerosità di imprese, in totale 41, ma primo per tasso di femminilizzazione, pari al 51,9% sul complesso delle relative aziende, è invece il comparto dei servizi di intermediazione turistica. Più in particolare l'incidenza delle donne raggiunge punte elevate nei servizi di guide e accompagnatori turistici e nelle agenzie di viaggio.
Le donne imprenditrici trionfano nell'agricoltura e nell'alimentare aprono panetterie. Su 8.548 imprese agroalimentari 1.615 sono condotte da donne, il 18,9%. Le imprenditrici si dedicano prioritariamente alla coltivazione agricola dove si registrano il 84,1% del totale delle imprese rosa. Tra queste, per numerosità, spicca la coltivazione del riso. Nell'alimentare un'impresa rosa su due è una panetteria. In generale nel comparto si contano 106 imprese capitanate da donne che pesano il 6,6% sull'intera filiera al femminile. Qui l'indice di femminilizzazione è pari al 27,7% più alto della media. Dati ancora più alti nella produzione di paste alimentari, con un’incidenza del 62% (36 su 58), e della pasticceria con il 33,3% (3 su 9). Ma in termini assoluti sono le panetterie a guida femminile a distinguersi: ben 53.
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