«Risolviamo il caso nutrie con un piano provinciale»
Vigarano Mainarda, la sindaca Paron risponde dopo lo stop all’ordinanza Poi precisa: non voglio rischiare di dover pagare inutili spese legali per i ricorsi
VIGARANO MAINARDA. «Sono una convinta animalista, ma certo è che il fenomeno delle nutrie va gestito e contenuto». È chiara fino in fondo, fedele al suo stile, Barbara Paron sindaca di Vigarano Mainarda, interpellata ieri dalla Nuova Ferrara in merito alla eccessiva proliferazione del grosso roditore che imperversa nei nostri canali e nelle nostre campagne, e alle critiche piovute nelle ultime ore addosso alla stessa Paron da parte delle associazioni agricole. Del tema si parla da tempo, soprattutto da quando lo Stato ha di fatto scaricato sui Comuni le competenze in materia.
Il suo stop alla precedente ordinanza del 12 febbraio - che definiva il perimetro dei controlli per il contenimento di questa specie - ha fatto infuriare molti agricoltori.
Puntuale, appunto, e chiara, la replica della sindaca: «Sono estremamente favorevole ad un piano provinciale di contenimento delle nutrie, condiviso ed efficace - ha risposto ieri la Paron - . L'ecosistema deve restare in equilibrio e le specie alloctone (si definisce specie alloctonaquella che per varie ragioni si trova a crescere in un territorio diverso dal luogo in cui vive normalmente; ndr), quando lo modificano sostanzialmente, devono essere limitate. Da non sottovalutare la questione dei danni ambientali che queste specie provocano. Proprio per questo, anche io - prosegue la sindaca di Vigarano Mainarda - , come altri sindaci, ho emesso l'ordinanza sindacale relativa, ma ho dovuto sospenderla in auto-tutela - spiega nei dettagli la sindaca Paron - a causa dei due ricorsi in atto a Bondeno e Sant'Agostino. Purtroppo il ricorso è fondato, e si basa sulla questione formale: la contigibilità ed urgenza dell'ordinanza. Non voglio esporre i miei cittadini al rischio di spese legali quando è in corso la promulgazione della convenzione provinciale che darà la possibilità di emettere atti inoppugnabili. Come sindaci abbiamo già dato la linea, serve dunque che in ogni consiglio comunale della provincia si passi alla fase dell’approvazione e della firma per poi mettere in esecuzione un piano provinciale di vero e proprio contenimento delle nutrie». Una posizione, quella della Paron, che appare la più ragionevole. L’uniformità delle ordinanze dei vari sindaci è infatti la condizione principale per fermare davvero la proliferazione di questa specie (originaria del sud America) che negli ultimi anni ha invaso l’Italia.
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