Rsu, nel pubblico impiego la Cgil è il primo sindacato
Il bilancio delle elezioni, grande soddisfazione nella sede di piazza Verdi Hanno votato 3 persone su 4, la rappresentanza a Cona ha superato il 70%
FERRARA - Una partecipazione arrivata al 75%, ben più lontano della deludente affluenza registrata alle ultime Regionali, con la conquista di quote di rappresentanza pari al 68% nella sanità, al 66% negli enti locali, al 30% nelle amministrazioni centrali, al 47% nella scuola, al 38% nell’Università e al 34% nell’Afam (Conservatori).
Con questi dati (seppur ancora provvisori) la Cgil si conferma «il primo sindacato in ogni settore dell’amministrazione pubblica», come spiega l’organizzatore della segreteria confederale Federico Barigozzi, all’indomani delle elezioni per il rinnovo delle Rsu del Pubblico impiego che hanno coinvolto 14mila lavoratori tra funzione pubblica (Fp Cgil) e comunicazione Flp). Dati che, continua Barigozzi, «rappresentano una sconfitta di una strategia volta a svilire il pubblico impiego e bloccare i contratti collettivi nazionali, e dimostrano che le persone hanno ancora voglia di partecipare quando ne hanno la concreta possibilità».
Consultazioni avvenute tra l’altro in un momento difficile, di tagli ai finanziamenti e di riduzione dell’occupazione, fattori che, anziché demoralizzare e allontanare gli aventi diritto, li hanno stimolati a far sentire la propria voce, anche con un incremento delle candidature arrivate a 280 nella sola Fp. «Questo significa - ha annotato Natale Vitali (Enti locali) - che non esiste una crisi di rappresentanza, ma di un certo tipo di rappresentanza: le persone non partecipano solo a ciò che non condividono». Anche in un settore come quello delle amministrazioni centrali (Agenzie Fiscali, Ministeri e d enti pubblici con economici) caratterizzato - ha detto la referente Francesca Battista - «da un vero e proprio smantellamento con la perdita di 100 posti di lavoro nel Ferrarese) la partecipazione ha toccato l’87% mantenendo la Fp Cgil nel suo ruolo di primo sindacato».
«Ancora meglio del 2012, non sembrava possibile - afferma Cristiano Zagatti (segretario Fp Cgil), puntalizzando che ad andare a votare sono stati 6000 lavoratori su 8000 e ricordando alcune “perle” come la crescita dal 54 al 71% di rappresentanza alla Camera di Commercio, il 100% nel Comune di Argenta, l’incremento dal 63 al 71% nel Comune di Ferrara e il picco del 71% all’ospedale di Cona, affermazione questa che non lo trattiene dal lanciare una frecciata ai “colleghi” della Uil che alla vigilia del voto avevano organizzato un “blitz” con il M5S nel cunicolo dell’ospedale: «Noi non restiamo negli uffici, siamo presenti sui posti di lavoro, non ci piace certa facile propaganda di chi va a grattare i muri dell’ospedale».
Sempre in tema di Sanità, il referente Marco Blanzieri puntualizza che «si ragiona per percentuali piuttosto che per dati assoluti, visto che il comparto ferrarese ha perso 200 posti di lavoro». Un calo, questo, che ha avuto ripercussioni necessariamente sul numero dei votanti e, con l’aumento delle liste in lizza, anche del numero dei seggi, calati rispetto al 2012 da 33 a 30 all’Asl e da 30 a 27 all’azienda Sant’Anna. Da qui, la guerra di dati con la Fials, che in un comunicato (vedi articolo in basso) sottolinea la perdita di 7 seggi da parte della Cgil. «Avere il 68% della rappresentanza - continua Blanzieri - significa anche avere maggiori responsabilità. La spenderemo in un confronto con i nuovi dirigenti di Asl e Sant’Anna per affrontare nodi cruciali come il blocco del turn over e gli adeguamenti salariali».
Risultati lusinghieri anche per il comparto dei lavoratori della comunicazione che, ha puntualizzato la segretaria provinciale Flc Cgil Hania Cattani, ha visto tra i 160 candidati una quota di 15 lavoratori precari: «Su 41 scuole del ferrarese, mancano ancora i dati di due istituti, ma fin da ora possiamo dire che siamo il primo sindacato in 38 plessi. Anche all’Università ci confermiamo primo sindacato, mantenendo 4 Rsu su 9, ma il 37,87% di rappresentanza non ci soddisfa pienamente e ci fa capire che possiamo migliorare».(a.m.)
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