Doppie nozze alla corte estense
Santa Maria in Vado apre il ciclo primaverile dell’Omaggio al Duca
Santa Maria in Vado è stata la prima Contrada ad aprire ieri il ciclo primaverile dell'Omaggio al Duca.
Un ritorno alla tradizione che ha visto i figuranti esibirsi solamente nel cortile del Castello Estense gremito, impegnati in una performance che non doveva superare i 45 minuti, mentre invece l'anno scorso si arrivava a offrire uno spettacolo della durata di circa un'ora.
Il corteo di Santa Maria in Vado accompagnato dal rullo dei tamburi che già annunciavano il loro arrivo fin dalla sede della Contrada, ha attraversato il Listone senza interferire sulla distesa di bancarelle presenti, ha percorso Corso Martiri fino al Largo Castello incontrando altri due mercatini, ma senza creare disagi né ai venditori né agli acquirenti che anzi hanno seguito incuriositi, sbandieratori, musici, dame e cavalieri per assistere all'Omaggio.
Ripercorrendo alcuni resoconti descritti dai cronisti Bernardino Zambotti e Ugo Caleffini, i figuranti del Rione giallo viola, assistiti dai personaggi della Corte Ducale, hanno rievocato la cerimonia del duplice matrimonio di Nicolò e Laura d'Este, figli di Rinaldo fratellastro del Duca Ercole I, e di Eleonora e Alfonso Calcagnini, figli del cavaliere Teofilo, nobiluomo di spicco alla corte di Borso.
Le pratiche del doppio matrimonio furono volute e seguite personalmente dal Duca Ercole I tra i mesi di marzo e giugno del 1494, rito che la Contrada ha suggestivamente rievocato attraverso la figura di Nicolò Maria d'Este vescovo di Adria.
Poi sono seguite danze rinascimentali e l'intervento benaugurate della dea Flora a completamento di una festa importante come quella; molti applausi a tutta la scenografie e agli sbandieratori juniores che come sempre hanno chiuso la manifestazione.
Margherita Goberti
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