Il Castello sarà libero a maggio Via le impalcature dalle torri
Viaggio nel cantiere del grande monumento. Dal 2016 i lavori strutturali ai muri Le tappe salienti di un restauro che complessivamente costerà oltre 8 milioni
Le quattro torri del Castello saranno sistemate per maggio, in modo tale che per il periodo dell’Expo e dei grandi eventi ferraresi, anche dal punto di vista estetico, il più celebrato monumento cittadino sarà libero da cantieri ed agibile nei punti panoramici. Con la guida di Angela Ugatti, che sovrintende i lavori per conto dell’amministrazione provinciale, siamo saliti sulle torri ancora fasciate per fare il punto sui lavori antisismici e per verificare lo stato di salute di un manufatto che il prossimo 29 settembre compirà 630 anni.
Nonostante l’età ragguardevole, il Castello porta bene i suoi anni anche se le scosse del terremoto del maggio 2012 hanno accentuato vecchi acciacchi e aperto nuove fessurazioni. Per cui è necessario correre ai ripari come si sta facendo da molti mesi. Il terremoto è stata anche l’opportunità per sistemare alcune carenze strutturali e per rinforzare l’edifio nel complesso. Ma procediamo con ordine.
Il primo intervento. Dopo un primo intervento di 200 mila euro, finanziato con donazioni di privati, eseguito nei mesi successivi al sisma con la sistemazione e il consolidamento delle lanterne danneggiate sopra la Torre dei Leoni e quella di Santa Caterina, sono poi state approntati dei progetti per consolidare la struttura.
Le quattro torri. È in fase di ultimazione il complesso intervento di ristrutturazione e relativo consolidamento delle quattro torri e delle due lanterne rimanenti, quella sopra la Torre Marchesana e quella sopra quella di San Paolo. L’intervento complessivo di 914.000 euro, eseguito dalla Cooperativa Edile Artigiana di Parma, finanziato con fondi regionali per la ricostruzione delle opere pubbliche dovrebbe, salvo eventuali complicazioni, essere terminato per maggio. Per quella data in sostanza ci sarà il castello libero da impalcature anche per la conclusione di altri interventi. La parte muraria delle torri è stata rinforzata da una speciale malta strutturale che consolida le strutture che sono le più esposte ad eventuali scosse sismiche.
Scalone elicoidale ed entrata lato sud. Per Pasqua o al massimo a metà aprile sarà ultimato anche il cantiere dello scalone elicoidale, attualmente in fase di lavorazione per conto della ditta Rescazzi di Ferrara per un intervento di circa 190.000 euro, una cifra che serve anche per finanziare il lavoro di consolidamento dell’entrata sul lato sud - che si accede da piazza Castello - dell’edificio. Il lavoro di rafforzamento delle scalone ha visto anche l’inserimento sotto i gradini di una decina di barre metalliche con i fori che sono stati sigillati con un’apposita resina. L’intervento in questo caso è finanziato con fondi messi a bilancio dall’amministrazione provinciale.
Quasi sette milioni per consolidare i muri. Una volta ultimati i lavori di sistemazione delle quattro torri, si procederà alla fase 3 che consiste nel consolidamento e rafforzamento dei corpi di collegamento, in pratica i muri che uniscono le quattro torri. Per fare questo progetto che prevede un iter di quasi un anno e per cui il cantiere inizierà solo nel 2016 (non dovrebbero esserci problemi quindi per la festa di Capodanno) sono stanziati 6,8 milioni finanziati con fondi regionali. Un primo lotto di 4 milioni servirà a sistemare, soprattutto al secondo piano, i muri portanti ,alcuni dei quali sono andati fuoricentro dopo le scosse. Si tratta di un lavoro complesso che interessa in pratica tutti i lati del perimetro e le relative balconate. Per ultimo verrà poi effettuato il restauro degli affreschi, che al momento sono incerottati, finanziati con fondi assicurativi.
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