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Sgarbi: così porto Ferrara all’Expo di Milano

Sgarbi: così porto Ferrara all’Expo di Milano

Patto con la Pinacoteca per un prestito incrociato di opere del Bastianino Il Cristo Risorto a Lampi Sublimi in cambio dell’Allegoria di Bacco

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«Io vi do un Ricci e un Bononi in cambio di un Filippi». Sembravano tornati i tempi delle figurine Panini, degli ipnotici “ce l’ho, ce l’ho, mi manca, ce l’ho”, e invece lo scenario di questa trattativa non è stato il corridoio di una scuola, ma una delle sale della Pinacoteca Nazionale dove ieri pomeriggio il critico d’arte Vittorio Sgarbi e la direttrice Anna Stanzani - archiviate incomprensioni e polemiche - hanno stretto un patto per portare un altro pezzo di Ferrara all’Expo milanese, di cui Sgarbi è ambasciatore per le Belle arti per la Regione Lombardia. A brindare all’intesa ritrovata, nientemeno che il dio Dioniso, ebbro e smodato tra la purezza trionfante dei Santi e delle Immacolate che compongono la mostra “Lampi Sublimi” dedicata alle opere del Bastianino (e non solo) “sfrattate” dalle chiese estensi danneggiate dal terremoto. Ieri, invitato dal direttore della “Nuova” Stefano Scansani, lo studioso ha visitato l’esposizione.

Sgarbi è rapito dall’Allegoria di Bacco, «questo è un capolavoro che avrei voluto. È un tema perfetto per l’Expo, è un quadro capriccioso, capace di incuriosire. Si vede che è un pazzo, questo non è un quadro legato al vino, ma alla follia». L’idea dello scambio, del prestito incrociato, viene quasi da sè. Poco prima Anna Stanzani aveva avuto un sussulto nell’apprendere che l’ambita Madonna del Buon Amore di Camillo Ricci si trova tra i pezzi della collezione Sgarbi. Che, sul piatto, mette anche il “suo” Bastianino, quel Cristo Risorto che, ricorda, ottenne in cambio di una perizia su un autore di minor valore «a conferma di quanto sottovalutato sia questo meraviglioso artista». Perché, dunque, non portare il Cristo Risorto tra i “Lampi sublimi” ed “esportare” l’Allegoria di Bacco all’Expo? «Diventerebbe un richiamo formidabile anche per la mostra ferrarese» è la convinzione di Sgarbi.

Tanto più che, precisa parlando nel duplice ruolo di ambasciatore e delegato del presidente della Regione Lombardia «non mi risultano, per le parti che mi riguardano, collegamenti tra Ferrara e l’Expo da nessun punto di vista».

Per la parte non legata alla Regione Lombardia, invece, ma al Padiglione Eataly di Oscar Farinetti «molto ricco di opere d’arte con la mostra “Il tesoro d’Italia”, io ho voluto che Ferrara fosse presente non solo come una delle città della Regione Emilia, ma proprio come città, come capitale». Dunque - prosegue Sgarbi - per quel che mi riguarda lo spazio entro quel Padiglione sarà per Ferrara, ho deciso di farlo per la grandezza della sua tradizione artistica». In esposizione, opere di Ercole de’ Roberti, Cosmè Tura e Girolamo da Carpi. Oltre a Ferrara, anche Urbini - comune in cui Sgarbi è assessore - ha uno spazio “individuale” in vista di una mostra sul libro d’Arte italiano che il critico d’arte curerà a Palazzo Isimbardi.

«Quindi - conclude Sgarbi - Ferrara e Urbino sono due città che singolarmente partecipano in un complesso generale in cui sono rappresentate le Regioni. Non so quale sia l’attivismo da parte della città per essere presente, io però quello che posso fare, e volentieri, lo farò».

Alessandra Mura

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