Botte a moglie e figlio da 5 anni, in cella
La compagna ha fatto arrestare l’uomo, 45enne, trovando il coraggio di denunciarlo per la prima volta: ora vivrà protetta
I dottori l’hanno medicata 20 volte all’ospedale, dal settembre 2010 ad oggi: da allora, lei, una donna 30enne, italiana, ha collezionato i 20 referti che parlavano di botte, lesioni, escoriazioni, fratture. Nei documenti medici mancavano la causa e la persona che con violenza la massacrava e riempiva di lividi. Non solo lei, anche suo figlio, un bimbo di 8 anni, sottoposto ad un calvario iniziato quando ne aveva appena 3: per lui i referti medici collezionati sono ‘solo’ 11, dal novembre 2010 ad oggi e anche per lui pugni, schiaffi e percosse in tutto il corpo. Madre e figlio sono ora ricoverati all’ospedale Sant’Anna di Cona, in attesa dei provvedimenti del Centro donna e giustizia e della procura minorile che debbono attivare percorsi di protezione, mentre lui, l’uomo, S.G. a Ferrara da una vita ma originario di Palermo, 45enne, è stato arrestato e si trova in custodia nella cella di sicurezza dei carabinieri, in attesa del processo per direttissima che si svolgerà stamattina in tribunale. Un momento importantissimo voluto dalla procura che ha attivato le procedure nel modo più veloce possibile, per la necessità di arrivare ad un provvedimento cautelare del giudice verso l’uomo che di fatto lo allontani dalla famiglia, perchè oramai fuori controllo. Del resto la tranquillità di questa famiglia (non si nasconde che è piena di problemi, non solo quelli attuali) è ormai compromessa da tempo: lei da 5 anni subiva angherie e botte di ogni tipo, per ogni ragione e con una conseguenze sempre diverse (i referti parlano di lesioni, ogni volta in un punto diverso). Gli stessi referti ricercati dagli inquirenti e trovati in ospedale per documentare le prove contro l’uomo violento, e che hanno permesso di datare l’inizio dell’incubo come viene contestato nel capo d’accusa da cui si dovrà difendere oggi: per lei, 20 settembre 2001, per il piccolo 16 novembre dello stesso anno. Fino all’altro ieri, quando picchiati a casa loro (nella prima periferia della città) sono arrivati i carabinieri e hanno trovato la situazione di sempre: madre e figlio pieni di botte, lui il piccolo con ecchimosi, lei la donna con una mano rotta.
Tale e tanta la violenza dell’uomo sui due familiari, da innescare - finalmente e dopo tanto tempo - la reazione della donna: la denuncia che ha portato all’arresto, per tentare di fermare l’uomo con cui aveva scelto di vivere. Ora gli inquirenti, pm di turno Alberto Savino che ha raccolto gli atti dei carabinieri della Compagnia di Ferrara, coordinati dal tenente Rossella Capuano, hanno attivato la procedura per il processo in tribunale di stamane: occorre fare in fretta e trovare subito soluzioni per allontanare la donna e figlio, proteggerli e farli tornare a vivere.
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