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Combattere il doping a scuola

Combattere il doping a scuola

Iniziativa del liceo Roiti per educare i ragazzi a praticare uno sport pulito

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Anche a scuola si può combattere il proliferare del doping. L'iniziativa la prende il liceo scientifico Roiti che per domattina ha organizzato un convegno in Sala Estense: a partecipare saranno le dieci classi quinte dell'istituto più quella a indirizzo sportivo che da quest'anno è entrata per la prima volta nell'offerta formativa. Per un totale di circa 250 giovani. «Ci muoviamo con uno scopo che è assolutamente educativo - dice il preside Donato Selleri - perché vogliamo aiutare i ragazzi a intraprende una corretta cultura della cittadinanza e lo sport ne è diventato un fattore fondamentale. Praticare attività sportiva a qualsiasi livello deve voler significare porsi gli obiettivi della salvaguardia della salute e del benessere fisico». «Si tende a credere che il doping sia confinato esclusivamente al mondo dei professionisti - spiega Mario Testi, insegnante di educazione fisica e responsabile del dipartimento di scienze motorie del Roiti - invece sta dilagando ovunque, in un modo che va oltre ogni nostra possibilità di immaginazione. Anche i ragazzi sono a rischio. Solo negli Usa si calcola in 65 miliardi di dollari le spese annue per il solo acquisto di sostanze dopanti e in Italia non stiamo messi meglio». Patrocinato da Comune e Avis, il congresso inizierà alle 10; sarà proiettato anche un video con testimonianze di atleti “pentiti” per aver fatto in passato uso di doping. Interverranno inoltre Sandro Donati (consulente dell'Agenzia mondiale antidoping e consulente di diverse procure nelle indagini relative al fenomeno), Dario D'Ottavio (chimico e membro della commissione scientifica del Coni) ed Eugenio Capodacqua (giornalista di Repubblica e autore di numerose inchieste sul doping).

Fabio Terminali

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