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«Al pronto soccorso operatori stremati»

«Al pronto soccorso operatori stremati»

L’appello della Cgil al neodirettore del Sant’Anna: proroghi i contratti a termine, picchi d’accesso fino a uno ogni 7 minuti

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Il blocco del turn over, cioè la mancata sostituzione del personale in uscita dall’organico, e la riorganizzazione della sanità provinciale con la chiusura di tre ospedali periferici e la “valorizzazione” del polo di Cona come hub dell’assistenza ospedaliera locale, stanno mettendo a dura prova il personale del pronto soccorso del Nuovo Sant’Anna.

Troppo lavoro e picchi di accesso inediti in passato hanno indotto la Fp Cgil a rivolgersi al nuovo direttore dell’azienda ospedaliera, Tiziano Carradori, invitato a intervenire in modo tempestivo e a studiare soluzioni efficaci in grado di affrontare l’urgenza della situazione. «Gravidanze, malattie e assenze a vario titolo stanno minando la tenuta dei turni del pronto soccorso al Sant'Anna di Cona», denuncia il sindacato in una lettera inviata ai giornali nella quale si evidenziano gli effetti della carenza d’organico. Al punto che «spesso i lavoratori - sottolinea la Fp Cgil - sono costretti ad andare a lavorare anche nelle giornate di riposo e a sospendere i periodi di addestramento e di formazione indispensabili per svolgere la propria professione ed erogare un'assistenza adeguata all'utenza che si affida e si rivolge all'ospedale».

Il pronto soccorso, collettore dell’emergenza sanitaria, «come ormai tutti i reparti, è diventato una "zona di frontiera" - commenta il sindacato - con dati di accesso sempre in aumento e un flusso costante giorno e notte che ha toccato il picco di un ingresso ogni sette minuti di orologio». Da qui l’esigenza, espressa da Rsu (appena rinnovate) e delegati della Fp Cgil di «un incontro immediato» col nuovo direttore generale Tiziano Carradori al quale sarà chiesto «di prorogare tutti i contratti a tempo determinato, non solo in pronto soccorso ma in tutta l'azienda. Almeno fino alla definizione delle politiche di gestione del personale che il nuovo assessore regionale darà ai direttori». Per la Cgil la questione del pronto soccorso «sarà anche una buona occasione per aprire il confronto con il nuovo direttore generale e verificarne la sensibilità rispetto alla tenuta dei servizi». E la discussione «dovrà necessariamente riguardare la presentazione degli obiettivi ricevuti dall'assessore e le conseguenti strategie che ha intenzione di proporre per raggiungerli».

Il sindacato, infine, indica anche un metodo da seguire per affrontare i problemi: «Al primo posto va messo il coinvolgimento delle persone nei processi di cambiamento», fattore ritenuto decisivo «per la sopravvivenza e la crescita del Polo di Cona».

Una tematica già sollevata dallo stesso sindacato, come pure dall’Anaao-Assomed (medici e dirigenti ospedalieri) che ha più volte denunciato in passato la questione del superlavoro dei camici bianchi e dell’eccesso di straordinario, equivalente in tutto l’ospedale - ha calcolato l’Anaao - all’attività di 32 unità supplementari. Il disagio dei medici non risparmia neanche il pronto soccorso dove da tempo viene segnalata una rilevante e significativa sofferenza dell’organico.

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