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Gerrini, libertà con restrizioni

Gerrini, libertà con restrizioni

Inchiesta Aemilia, il dirigente del Comune di Finale non potrà lasciare Bondeno

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CASUMARO. Dopo la scarcerazione di Augusto Bianchini, ora ai domiciliari con la famiglia a Rivara, frazione di San Felice sul Panaro nel Modenese, il giudice delle indagini preliminari, Alberto Ziroli, ha accolto anche l’istanza dell’avvocato difensore di Giulio Gerrini. Pier Francesco Rossi aveva infatti chiesto di commutare la misura cautelare degli arresti domiciliari. E dopo aver risposto a tutte le domande, poste in sede di interrogatorio di garanzia per l’accusa di abuso d’ufficio continuato e aver depositato una copiosa memoria difensiva, il gip ha scelto di alleggerire la situazione del tecnico comunale.

Gerrini, quindi, torna in libertà, ma con alcune restrizioni: non potrà infatti abbandonare il territorio comunale di Bondeno. Il giudice ha infatti disposto l’obbligo di dimora nel paese matildico. Perché? Semplicemente perché la residenza del capo ufficio Lavori Pubblici del Comune di Finale Emilia si trova in località Cantalupo vicino a Casumaro paese geograficamente suddiviso tra Cento, Finale Emilia, le porzioni maggiori e appunto Bondeno, dove si trova la sua casa e dove ha trascorso i 42 giorni di domiciliari.

La scelta di negargli particolari movimenti - ovviamente in primis di raggiungere Finale Emilia e il municipio - dovrebbe di fatto mettere Gerrini al riparo da eventuali contatti potenzialmente a rischio. Il gip non ha riscontrato né il pericolo di fuga e neppure la possibilità di inquinamento delle prove e proprio le misure cautelari a cui sono sottoposti Augusto Bianchini, il figlio Alessandro e la moglie Bruna Braga sono già di per sé una garanzia dell’impossibilità di incontrarsi e magari studiare una strategia comune.

Gerrini non potrà al momento neppure tornare a lavorare per il Comune finalese, essendo il suo incarico presso il settore Lavori Pubblici sospeso in attesa di ulteriori sviluppi delle indagini sulla vicenda “Aemilia”.

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