«I sindaci agirono rispettando tutte le norme»
Crac Coopcostruttori: tutti gli atti svolti con convinzione non per coprire gli amministratori
Continua la maratona in aula al processo d’appello per il Crac Costruttori. Ieri è stata la volta dei vari sindaci delle società del Gruppo, Costruttori, Cir e Progresso. Le arringhe difensive si sono succedute tra i vari legali da Marco Linguerri a Giacomo Nanni per i 5 sindaci, che l’accusa ritiene responsabili di una omissione di controllo per cui è stata chiesta dal pg la condanna da 3 ai 5 anni (Mauro Angelini, Sante Baldini, Angelo Adamini, Viliam Brusi, Roberto Andreotti). «Confidiamo - ha sottolineato Linguerri - nell’accoglimento dei motivi d’appello poichè i sindaci sono da ritenersi del tutto estranei e poichè siamo assolutamente convinti della correttezza del loro operato con il massimo impegno nel rispetto delle norme e delle funzioni svolte». L’accusa ha sempre sostenuto che vi sia stato un concorso esterno nel crac per non avere controllato i bilanci, anche se è sempre stato eccepito dalle difese anche in primo grado che le conoscenze dei sindaci non erano tali da permettere di ravvisare eventuali irregolarità. Gli stessi sindaci, che hanno operato 15 anni sui bilanci, non avevano gli stessi mezzi - ad esempio- dei periti del processo che hanno eseguito la perizia contabile giunti alla conclusione che i sidaci avrebbero dovuto comunque segnalare irregolarità: ciò non avvenne - ha spiegato la difesa - non perchè vi era un appiattimento verso gli amministratori della coop ma per mera convinzione, dunque non vi era dolo, poichè i sindaci «hanno sempre agito con spirito cooperativistico che ha caratterizzato questa vicenda in tutti i suoi anni e negli sviluppi processuali».
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