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Le nutrie fanno paura a tutti

Nutrie in gabbia
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Nutrie in gabbia

C'è chi ne segnala a decine ai confini del proprio giardino. Devastano le colture e gli argini. Via al nuovo piano di abbattimenti con fucilate e gabbie

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Le nutrie sono arrivate in città e inquietano. "Una signora mi ha fermata per raccontarmi che ai confini del suo giardino ne ha contate 22" ha testimoniato l'assessore Caterina Ferri, nell'illustrare in commissione consiliare lo schema di convenzione con la Provincia per limitarne la proliferazione. A livello provinciale sarebbero circa 70mila, in 16 anni, da quando cioè ci fu la prima liberazione da parte di un allevamento nel Campotto, ne sono state uccise 200mila, 12mila solo nel 2014. Poi, com'è ormai noto, la nuova legge dell'agosto 2014 le ha trasformate in fauna nociva e tolta la competenza alla Provincia, così i piani di abbattimento si sono fermati per mesi e l'inverno caldo ha fatto il resto. "Ora il problema è molto serio - ha spiegato ai consiglieri il comandante della Polizia provinciale, Claudio Castagnoli - Sono molto prolifiche, non hanno competitori naturali (le volpi sono troppo piccole e scoraggiate dalla loro aggressività) ed, essendo erbivore, distruggono i raccolti, oltre a danneggiare gli argini dei canali. In Inghilterra sono state eradicate dall'esercito, da noi bisogna continuare ad usare i fucili dei coadiutori e le gabbie degli agricoltori. L'importante è non dare l'impressione alla popolazione di dover far da se, perché poi succedono cose gravi: nel Mezzano sono già comparsi mucchi di mais avvelenato".

Avanzano anche soluzioni "creative", come i droni a rintraccio di calore (costi altissimi, 750 euro a chilometro controllato), il ripolamento degli argini con i canneti molto graditi da questi animali, reti elettrosaldate per tenerle lontante dagli argini (anche qui costi proibitivi), capsule di Co2 da usare per eliminarle nelle gabbie al posto delle fucilate. Un certo interesse ha suscitato la via... culinaria, "ho visto che sulla Nuova ci sono le ricette: se prendesse piede questa soluzione, sarebbe il massimo" ha detto Castagnoli. "Un mio operaio di origine ceca le mangia da sempre" ha raccontato Giovanni Cavicchi (Lega).

Dopo un paio di mesi nei quali sono ripresi gli abbattimenti grazie ad ordinanze urgenti dei Comuni, la situazione rischia di precipitare di nuovo dopo il 30 aprile 2014. Così tutti i consiglieri all'unanimità (nonostante la contrarietà di alcune associazioni animaliste) hanno votato per portare la delibera del convenzionamento con la Provincia, che metterà a disposizione la lista dei coadiutori e altri servizi, nel consiglio comunale di lunedì. Bisogna fare presto.

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