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Lega, due ferraresi nell’inchiesta

Lega, due ferraresi nell’inchiesta

Rimborsi, sono l’ex segretario Cavicchi e il dirigente Manfredini: «Stupiti e sconcertati»

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«Avevo sentito la notizia in televisione, ma non sapevo di essere coinvolto, anzi non lo sospettavo minimamente». Giovanni Cavicchi, ex segretario provinciale e oggi consigliere comunale della Lega Nord, è stupito e sconcertato nell’apprendere che il suo nome figura tra i 54 leghisti toccati dall’inchiesta della procura di Reggio Emilia su una serie di rimborsi sospetti da parte di rappresentanti del Carroccio. Cavicchi non è l’unico ferrarese che compare nelle carte della magistratura reggiana: anche il dirigente della Lega Nord cittadina, Aldo Manfredini è stato coinvolto negli accertamenti della procura, e la sua reazione non è meno meravigliata: «Non riesco a capire in che modo potrei essere coinvolto. Non ho ricevuto nessuna comunicazione giudiziaria, per cui aspetto di ottenere un atto ufficiale per capire cosa mi viene contestato e in quali occasioni. Da parte mia, non saprei cosa immaginare».

Le indagini della procura di Reggio Emilia si sono concentrate nel periodo compreso tra il 2009 e il 2012, a seguito di un esposto presentato da Mauro Lusetti, poi espulso dalla Lega e a sua volta indagato. L’ipotesi di reato iniziale era quella di peculato, relativo a rimborsi per 250mila euro riguardanti spese come apertivi elettorali, pizze in compagnia, il conto dell’hotel dell’ex leader Umberto Bossi e il compenso agli autisti del camion-vela. Si tratta però di soldi che appartenevano al partito, e non di fondi legati al finanziamento pubblico: da qui il cambio del capo di imputazione da peculato ad appropriazione indebita aggravata. In questo passaggio, la posizione di sei dei 54 leghisti coinvolti nell’inchiesta è stata archiviata, e a indagine quasi conclusa risultano dunque 48 gli esponenti del Carroccio indagati. Non è dato sapere se Cavicchi e Manfredini, toccati nelle fasi iniziali dell’inchiesta, figurino tra le persone per le quali la magistratura ha già chiesto l’archiviazione, o se dovranno capire quale sarà il loro destino giudiziario con il deposito del 415 bis, l’atto di conclusione indagini che precede la richiesta di rinvio a giudizio.

«Nel mio periodo come segretario provinciale - interviene ancora Cavicchi - ho dato alla Lega 8000 euro dei miei, quindi non solo non ho preso soldi, ma ne ho dati. Poi sarà anche capitato di andare a mangiare la pizza, ma non riesco davvero a capire cosa mi può essere contestato»

«Di camion-vela non è ho mai guidati - aggiunge Manfredini - Quando ho sentito la notizia in tv l’ultima cosa che potevo immaginare era di essere in qualche modo coinvolto».

Intanto la Lega Nord regionale fa scudo ai suoi esponenti: «Abbiamo verificato tutta la contabilità regionale sia attraverso gli organi locali che con il supporto della sede federale di Milano e non è stata trovata nessuna irregolarità». Non c’è quindi «nessuna intenzione di costituirsi parte civile in quanto non si ravvisa nessun danno e anzi di dà massimo appoggio a tutti i militanti».(a.m.)

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