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Nutrie pure nei giardini, scatta il piano B

Nutrie pure nei giardini, scatta il piano B

L’assessore Ferri: lì non si può sparare, studieremo come intervenire assieme alla Provincia. Finora 33 abbattimenti in città

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Il piano straordinario di abbattimento delle nutrie ha fatto cantare in territorio comunale per 33 volte le doppiette e azionato 120 gabbie di cattura, ma siamo solo all’inizio. Lunedì partirà infatti la fase due con il passaggio ad una gestione “ordinaria” degli abbattimenti attraverso una convenzione con la Provincia e, sperano tanto gli amministratori locali impelagati in questa vicenda, un quadro normativo nazionale più chiaro. «Stiamo intervenendo nel Collegato ambiente, in approvazione al Senato, per evitare ulteriori fraintendimenti o interpretazioni incoerenti, che in alcune parti si sono manifestati, su quali siano i soggetti abilitati ad intervenire e gestire i piani di controllo e di eradicazione delle nutrie» chiarisce infatti la senatrice Maria Teresa Bertuzzi (Pd), tra le sostenitrici della legge che, trasformando la natura delle nutrie da fauna selvatica a specie nociva, e quindi togliendo le competenze alla Provincia per assegnarlo ai Comuni, ha provocato l’impasse. «I danni provocati dalle nutrie al territorio sono sotto gli occhi di tutti e altrettanto evidente che fosse necessario un sistema più efficacie - aggiunge Bertuzzi, e nei giorni scorsi si sono alzati allarmi anche per gli argini dell’Argentano - L’inserimento delle nutrie tra le specie invasive non è stato il frutto estemporaneo di alcuni parlamentari, ma è nato dalle istanze provenienti da molti territori del Paese, in particolare del nord al fine dei rendere più efficaci gli interventi sulla specie».

Di fatto la novità ha prima prodotto una sospensione degli abbattimenti, poi, ma solo in Province “sul pezzo” come Ferrara, ordinanze-tipo emesse dai Comuni per sostituirsi all’ente Castello. Con problemi di vario genere, tanto che l’associazione Animal liberation ha impugnato di fronte al Tar le delibere di Sant’Agostino e Bondeno, mentre Vigarano l’ha ritirata in autotutela.

«Speriamo davvero che il Collegato ambiente possa chiarire i punti controversi - incrocia le dita Caterina Ferri, assessore all’Ambiente del Comune - La nostra ordinanza, essendo di tipo emergenziale, scade peraltro il 30 aprile e ci sarà appunto bisogno di sostituirla con una convenzione tra noi e la Provincia per consentire ai cacciatori-coadiutori e ai proprietari di terreni agricoli. I soldi, quasi 8.000 euro, li metteremo noi». Attorno alla città per ora non si sono levati allarmi per la tenuta degli argini, ma si moltiplicano le segnalazioni di nutrie nei dintorni delle abitazioni dove, tra l’altro, è più difficile intervenire: «Di certo non si può sparare, nelle vicinanze di case, bisogna intervenire in altra maniera» riconosce l’assessore. La questione sarà affrontata oggi pomeriggio in commissione consiliare, alla presidenza del comandante della Polizia provinciale, Claudio Castagnoli.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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