La Nuova Ferrara

Ferrara

bondeno

Sfrattata con la figlia, le salva il giudice

di Marcello Pulidori
Sfrattata con la figlia, le salva il giudice

Ieri, dopo una turbolenta relazione, doveva scattare il provvedimento: l’intervento di una magistrata stoppa l’esecuzione

3 MINUTI DI LETTURA





BONDENO. Un rapporto sentimentale che finisce male, gli ex che si rimbalzano le responsabilità, ma soprattutto una bimba che rischia di farne le spese. Se non che la giustizia, in questo caso, viene incontro proprio alla minore, e tutto si risolve nel migliore dei modi e senza ulteriori traumi per questa bimba.

Il tutto accade in un paese dell’Alto Ferrarese (la minore età della bambina impone di omettere qualsiasi riferimento che possa ricondurre alla bimba stessa). Avviene che la coppia, mamma e papà, non vanno più d’accordo; il padre ha la nuda proprietà della casa in cui abitano, mentre il tribunale di Ferrara segue da vicino la vicenda.

Il fatto che poteva buttare una bimba fuori casa è avvenuto ieri: a causa di una serie di atti attivati dai nonni paterni e dal padre stesso, al campanello della mamma e della bambina suona l’ufficiale giudiziario, con tanto di carabinieri e fabbro al seguito. L’azione ha un solo obiettivo: dare esecuzione ad un provvedimento di sfratto. In parole ancora più povere, significa gettare madre e figlioletta in mezzo ad una strada. «I carabinieri sono stati meravigliosi con me e con la bimba», ha detto ieri la giovane mamma. Per fortuna la tenacia dei tre avvocati e della mamma dà i suoi frutti: una zelante giudice del tribunale di Ferrara alla fine decide di sospendere l’esecuzione dello sfratto: madre e figlia potranno abitare in quella casa fino al 24 giugno. Non è poco.

A qualcuno, per la precisione alla legale che tutela la madre, l’avvocatessa Vera Daniele dello studio Ls di Bologna (una menzione va fatta anche per i suoi collaboratori, i colleghi Andrea Federici e Stefania Paltrinieri) viene persino voglia di dire che la giustizia alle volte, e soprattutto per una minorenne, funziona.

Sta di fatto che, facendo un passo indietro, la mamma apprende soltanto a gennaio di dover lasciare quella casa (in cui, come già detto, vive con sua figlia) entro il 25 febbraio scorso. Sono inutili tutti i tentativi - come ricorda lo stesso avvocato Daniele - «di ottenere dai nonni della bimba un rinvio compatibile con l’organizzazione di un trasloco. Tuttavia - prosegue l’avvocatessa Daniele - lo sfratto viene rinviato all’11 marzo (ieri; ndr). Poi, nonostante i tentativi di concordare coi nonni e col papà un rinvio più lungo, l’esecuzione dello sfratto viene confermata per l’11 marzo. Abbiamo ottenuto copia della documentazione utile soltanto il 10 marzo scorso. Peraltro - dice la legale - non essendo parte del procedimento giudiziale, la richiesta dei documenti è stata possibile solo con l’autorizzazione del giudice». Poi si arriva a ieri, 11 marzo, termine ultimo per l’esecuzione di questo sfratto. Poco prima delle 14 - racconta in questo caso la mamma - «l’ufficiale giudiziario ha suonato alla porta della nostra casa, accompagnata dalla forza pubblica. Io ho riferito che la bimba non stava bene, che aveva un’indisposizione, ma l’ufficiale giudiziario è entrato ugualmente nella casa». Nel frattempo - riprende l’avvocato Daniele - , «noi legali ci muoviamo e grazie alla disponibilità dei colleghi Paltrinieri e Federici riusciamo a depositare il ricorso in opposizione all’esecuzione dello sfratto e in tempo record - conclude l’avvocato Daniele - il tribunale alle 14,15 di ieri ha sospeso l’esecuzione». Madre e figlia possono continuare a stare in quella casa. Almeno fino al 24 giugno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google