Transenne, ma fino a quando?
Molti i casi in centro storico di palazzi e muri recintati da tanto tempo, quasi abbandonati
Gli alibi ci sono: il terremoto, le intemperie meteo anche di recente intensità, il lungo iter per accedere ai finanziamenti per il progetto di restauro. Ma è anche vero che in centro storico ci sono sempre più casi di palazzi e zone recintate da tempo, anche di proprietà di privati, di cui non si conosce ancora l’epilogo del disagio. Dal muro del viale della Certosa, in perenne transennamento per un lungo tratto ancora prima del terremoto, a quello di via Piangipane dall’apparente equilibrio precario perché fissato anche con dei puntelli, fino a via Darsena di fronte all’Ex Mof per non parlare di quel palazzo di corso Giovecca, vicino alla chiesa dei Teatini, che è stato transennato dall’estate 2014, come testimoniano i cartelloni del cinema, mai rimossi, rimasti chiusi in un recinto all’interno del quale ci sono rifiuti abbandonati ed erbacce. Ci sono stati casi anche recenti come le transenne delimitati in via Mortara nell’ex ospedale Sant’Anna e in piazza Municipale, con i calcinacci ancora freschi a terra a testimoniare un crollo recente.
Purtroppo non è un bel vedere e sarebbe necessario monitorare in vari cantieri, per cercare di velocizzare le operazioni di recupero ed eliminare uno stato di oggettivo degrado, soprattutto in un periodo di prossimi eventi e di periodo forte per il turismo d’arte.
Non vorremmo si trasformasse in un “effetto Sebastian Pub”, la nave che doveva essere spostata già da un paio d’anni, ma è ancora lì. (g.p.z.)
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