Un casco refrigerante per non perdere i capelli
Il meccanismo fisiologico è noto da almeno un ventennio. Per indurre la vasocostrizione nel cuoio capelluto sono stati utilizzati vari metodi: uno dei più recenti, che sta prendendo piede negli...
Il meccanismo fisiologico è noto da almeno un ventennio. Per indurre la vasocostrizione nel cuoio capelluto sono stati utilizzati vari metodi: uno dei più recenti, che sta prendendo piede negli ultimi anni, è rappresentato da un dispositivo costituito da una sorta di casco di silicone collegato a un’unità refrigerante in grado di mantenere una temperatura costante a -4°. È prodotto da un’azienda inglese ed è distribuito in Italia da una società di Bologna. Il suo utilizzo, come ausilio nella terapia oncologica, tende a contrastare uno degli effetti collaterali della chemioterapia, e cioè la perdita dei capelli, indotta in particolare dalla somministrazione di alcuni farmaci. «Il presìdio è conosciuto all’estero, in particolare nel nord Europa da una decina d’anni - spiega il ferrarese Mirko Mantovani, che lavora per la società che lo commercializza - in Italia è stato già adottato da diverse strutture ospedaliere, tra cui Carpi, Parma, Avellino e Guastalla». Anche al Sant’Anna è stato sperimentato e, spiega il direttore di Oncologia Clinica, Antonio Frassoldati, «ha dimostrato una certa efficacia. Sull’eventuale acquisizione è in corso una valutazione».