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Duomo, obiettivo fare subito e fare bene

Duomo, obiettivo fare subito e fare bene

Corsa contro il tempo per riaprire la cattedrale a Pasqua, interventi sui danni del terremoto e il degrado dovuto al tempo

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Fare presto e fare bene: parola d’ordine per i lavori di consolidamento all’interno del Duono, che hanno portato alla decisione di chiudere la cattedrale cittadina, almeno fino a Pasqua, trasferendo messe e funzioni religiose in chiese alternative, prima tra tutte quella di Santa Maria del Suffragio di via San Romano e per gli orari si veda l’articolo qui sotto.

I lavori preliminari per la messa in sicurezza sono già partiti e ieri mattina sul portone della cattedrale, è spuntato il cartello che informava i più distratti e disattenti. Un «avviso ai fedeli e ai visitatori» in cui si spiega che «l’esame e la valutazione della situazione di degrado e di dissesto dei soffitti della cattedrale realizzata negli scorsi mesi porterà ad una chiusura temporanea (sottolineato nel messaggio, ndr) della cattedrale dal 12 marzo fino al termine dei lavori». I lavori dovrebbero terminare entro il 5 aprile, il giorno di Pasqua, ricorrenza religiosa tra le più sentite e partecipate dalla gente. Per questo motivo, il fare in fretta e far bene deve essere coniugato al meglio. Questo ovviamente è l’obiettivo dei tecnici come ha spiegato l’ingegner Giuliano Mezzadri a la Nuova Ferrara: «Abbiamo esaminato in collaborazione con un gruppo di tecnici lo stato della nostra chiesa ed abbiamo rilevato danni del terremoto che si sovrappongono al degrado del tempo, ovviamente perchè questa è la realtà del patrimonio storico». Dunque, la cattedrale è un paziente che deve essere curato subito: «E’ chiaro - spiega Mezzadri sottolineando un concetto che può sembrare ovvio ma invece è il punto nodale della vicenda - che è una cattedrale non è stata costruita per resistere ai terremoti, ha caratteristiche proprie, e bisogna rilevarle per rispondere a questo». I tecnici al lavoro da tempo, quelli della Regione e quelli cittadini hanno evidenziato come il maggior problema sia concentrato nelle grosse cupole, «masse strutturali - spiega Mezzadri - che sono quelle che con il terremoto hanno impegnato non tanto i pilastri quanto gli archi e le volte che collegano in senso trasversale la cattedrale». In questi punti si sono evidenziati danni che si sono sovrapposti allo stato del degrado. Ecco spiegano i tecnici che si parte da qui con un primo intervento: «si tratta di un piano di lavoro deciso subito per cercare di completare il tutto prima della Pasqua, noi tutti - chiude Mezzadri - ci contiamo e speriamoci. E da lunedì si comincia».

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