La Nuova Ferrara

Ferrara

In cento sfilano contro la “buona scuola” di Renzi

In cento sfilano contro la “buona scuola” di Renzi

Ieri il corteo dell’Uds: «È la terza manifestazione in 5 mesi, come ai tempi del ’68» «Non siamo tanti, ma siamo gli unici studenti degni di essere chiamati tali»

2 MINUTI DI LETTURA





C’è anche il premier sul furgoncino che guida il corteo. Ma è solo un disegno su un lenzuolo e sotto si legge la scritta “Renzi stai sereno”. Come nel resto d’Italia, anche a Ferrara ieri mattina l’Unione degli Studenti ha manifestato contro la riforma della scuola che nello stesso giorno andava in consiglio dei ministri.

Un centinaio i partecipanti alla marcia che ha preso il via da piazzale Dante per poi dirigersi verso il centro. «Non siamo tanti, guardatevi bene negli occhi. Siamo gli unici studenti degni di essere chiamati tali. E’ più importante alzare la testa e interessarsi a quello che ci succede intorno, che avere dieci di media!», grida una ragazza al microfono.

“La scuola si ribella. Pubblica, laica, solidale”, dice uno striscione, mentre un cartello avvisa che se la “buona scuola” Renzi-Giannini “vuole lavoratori precari, la Costituzione vuole cittadini istruiti”.

Concetto ripreso da Mauro Presini, membro del comitato per la Lip, la legge di iniziativa popolare alternativa cui si chiede di dare attuazione: «La scuola deve avere per riferimento la Costituzione, non il mercato. I tanti fondi destinati alle scuole private ridurranno ancora di più quelli rivolti all’istruzione pubblica”, sostiene l’insegnante elementare durante il sit in tra Giovecca e via Palestro. I ragazzi si rimettono in piedi al ritmo dei 99 Posse, alla playlist si aggiungono strada facendo anche Caparezza e Daniele Silevstri. Eccoci in via Savonarola, poco dopo il rettorato Unife. “Non è un caso – dice una manifestante – che le iscrizioni siano in calo: sempre meno famiglie possono permettersi che loro figlio continui gli studi”. C’è anche un nuovo diritto allo studio grazie a cui raggiungere la piena gratuità dell’istruzione tra i sette punti della riforma alternativa promossa dall’Uds; tra gli altri, un paio chiedono un ripensamento radicale dell’autonomia e investimenti sostanziosi sull’edilizia scolastica. «E’ la terza manifestazione di studenti in città nel giro di cinque mesi, non si vedeva dai tempi del ‘68», azzarda un ragazzo al megafono, poco prima della chiusura del corteo in piazza Trento Trieste, dove nel pomeriggio la mobilitazione è ripresa con un’assemblea pubblica.

Fabio Terminali

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google