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«L’acqua è contaminata». E le rubano tutti gli ori

«L’acqua è contaminata». E le rubano tutti gli ori

Vittima del raggiro un’ottantenne, il bottino è di circa 4.500 euro. I due malviventi le hanno mostrato una tessera con la scritta “dottore”

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Con la scritta “dottore” stampata sulla pseudo targhetta di riconoscimento contavano di conquistare all’istante la fiducia della vittima. E il trucco, purtroppo, ha funzionato. Quella parola ha agito come un grimaldello nella diffidenza di un’ottantenne residente in via Bologna che, rassicurata da quel tesserino di riconoscimento ieri mattina ha acconsentito a far entrare in casa sue due uomini che si erano qualificati come tecnici.

Ecco consumato dunque l’ennesimo furto con raggiro ai danni di anziani mediante il trucco della paventata contaminazione dell’acqua. Con la scusa di dover eseguire alcuni accertamenti all’impianto idrico per verificare il presunto inquinamento, i due malfattori hanno convinto l’anziana a raccogliere tutti gli ori che aveva in casa poiché, le hanno spiegato, il trattamento che avrebbero dovuto fare avrebbe potuto rovinare i monili. Per metterli al sicuro dunque, secondo un inganno tristemente collaudato, i due hanno suggerito all’ignara vittima di avvolgere i gioielli in un fazzoletto e di metterli nel frigo.

È poi seguita la solita pantomima scimmiottando controlli tecnici del tutto inventati, allo scopo di distrarre l’ottantenne e mettere mano al tesoretto. Così è stato. Nel corso delle “operazioni” uno dei malviventi, non visto, si è impossessato del prezioso involto mentre il complice teneva occupata l’anziana con domande e richieste. Finito il “lavoro”, i due hanno cortesemente salutato, sono saliti su un’auto (non ben precisata) e si sono allontanati. Solo a quel punto la signora ha riaperto il frigorifero per rimettere a posto i gioielli e, troppo tardi, si è accorta che erano spariti. I due ladri ormai erano già lontani, con un bottino che si aggira attorno ai 4.500 euro. Il furto con raggiro è stato denunciato ai carabinieri della stazione di Ferrara, che stanno svolgendo le indagini per risalire ai responsabili.

Indagini non semplici, perché gli artefici di questi reati non colpiscono mai in modo sistematico, agiscono anche in più città in uno stesso giorno e non lasciano tracce. Lo conferma la frequenza con cui nella nostra provincia è stato replicato il raggiro “dell’acqua contaminata al “mercurio”. L’ultimo noto risale al 28 febbraio, a Sant’Egidio, solo che in quell’occasione le vittime non avevano abboccato. Riuscito, invece, il colpo di circa un mese fa ai danni di un’anziana di San Bartolomeo, derubata dei 600 euro della sua pensione. (a.m.)

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