Lezione di antidoping per il liceo sportivo
I ragazzi del Roiti hanno ascoltato testimonianze di chimici (D’Ottavio) e giornalisti (Capodacqua)
Il doping come cancro della cultura sportiva da debellare partendo dalla sensibilizzazione delle future generazioni. Se n'è parlato giovedì mattina alla Sala Estense dove erano presenti tutte le quinte del Liceo Scientifico Roiti e la classe Prima dell'Istituto stesso che ha inaugurato il Liceo Sportivo. Grazie alle slide proiettate in teatro si è parlato di alcuni dei casi più eclatanti a livello nazionale ed internazionale. Dal caso Battistuta che aveva persino chiesto l'amputazione degli arti inferiori per non soffrire più dei dolori lancinanti dovuti ad anni di infiltrazioni contro le infiammazioni articolari, ai ciclisti Marco Pantani, morto ufficialmente per overdose da cocaina in seguito alle accuse di essersi dopato, e Lance Armostrong a cui in seguito all'autodenuncia sono stati revocati i sette tour vinti. Ma non solo, si è andati più indietro nel tempo ricordando i giocatori di baseball morti per attacchi cardiaci in Usa, anch'essi si presume in seguito all'uso delle sostanze dopanti, fino alla testimonianza video di Carlo Petrini morto giusto tre anni fa e accusatore da tempo dell'abuso di sostanze illegali nel calcio per migliorare le prestazioni. Rapiti gli studenti che hanno ascoltato due relatori d'eccezioni per un tema tanto delicato. Erano presenti sul palco Eugenio Capodacqua, giornalista di Repubblica, e Dario D'Ottavio, chimico specializzato in analisi chimico cliniche. “Certi ragazzi, futuri atleti o campioni – ha ribadito Capodacqua -, purtroppo sarebbero disposti a morire per ottenere il successo e tutto ciò che ne consegue in termini di visibilità e guadagni, ma non deve per forza essere così”. “E' un'Iniziativa che andrebbe fatta in modo più difuso – ha aggiunto l'assessore allo sport Simone Merli -, serve maggiore responsabilità condivisa. Istituzioni e politici devono farsi carico di un problema e non far finta che non ci sia. I testa antidoping, in basi ai dati che abbiamo visto, vengono fatti solo nel mondo professionistico, ma probabilmente il metodo è utilizzato a diversi livelli. Deve passare il messaggio che vinci una gara e poi muori”.
Erano presenti anche il dirigente scolastico dottor Donato Selleri e i professori Mario Testi, Raffella Zanella e Anna Baldin. Il convegno ha attirato anche l'interesse di qualche passante che si è seduto assieme ai ragazzi all'interno della Sala Estense.
Corrado Magnoni
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