Scuola di medicina, ecco le eccellenze
Nel piano strategico le sei macro-aree da lanciare. Trombelli: puntiamo a creare l’ossatura della sanità del futuro
Le eccellenze della sanità ferrarese? L’università di Ferrara le ha cercate una per una valutando e misurando il lavoro dei propri medici e ricercatori. In questo modo - attraverso un’indagine durata 8-9 mesi e la collaborazione di oltre cento referenti interni - ne ha identificate alcune decine. Un patrimonio su cui, spiega il preside della Scuola di Medicina, Leonardo Trombelli, «si potrebbe fondare l’ossatura della futura organizzazione sanitaria locale», ormai incamminata verso una prospettiva di integrazione sempre più spinta fra aziende pubbliche (Asl e Sant’Anna) e territori, questi ultimi inseriti in una logica di area vasta (interprovinciale). Il “progetto strategico” della Scuola di Medicina è stato presentato ieri pomeriggio a Palazzo Bonacossi, durante la cerimonia di inaugurazione dell’Anno accademico dell’Accademia delle Scienze. Dodici cartelle in cui si fa una sintesi dello studio “multistrato” condotto all’interno delle discipline e dipartimenti della Scuola di Medicina per identificare il meglio nell’ambito della ricerca, della didattica e dell’assistenza sia nel segmento clinico (ospedaliero), sia nella fase pre-clinica (biologia, istologia, anatomia, patologia generale etc.). Per arrivare al traguardo sono stati utilizzati indici rigorosi per testare la “pervasività” e l’affidabilità scientifica degli studi condotti dai ricercatori di Unife (citazioni, finanziamenti etc.). Così sono state individuate 19 specificità ed eccellenze riferite a 13 aree tematiche: cardiologia, chirurgia, ematologia, endocrinologia, genetica medica, ginecologia/ostetricia, medicina interna, neurologia, odontostomatologia, pneumologia, psichiatria, radiofarmacia, reumatologia. Le 51 collaborazioni e interazioni identificate tra medici, docenti e ricercatori delle scienze di base hanno poi contribuito a creare le “filiere” (ricerca, didattica e assistenza in corsia) su cui Unife ha deciso di scommettere. “Care centers”, secondo la definizione usata da Trombelli, articolati in sei macro-aree: cardiovascolare, respiratoria, oncologica, immunologico-infettiva, cronico-degenerativa-geriatrica e ricostruttiva/riabilitativa testa-collo. «Abbiamo già iniziato a lavorare su questo piano - ha spiegato alla “Nuova” Trombelli - Rispetto al passato l’obiettivo è promuovere e facilitare in modo sistematico contatti clinico-assistenziali e scientifici finora basati soprattutto sull’iniziativa personale. Creare sinergie in modo condiviso e agevolare la trasmissione delle conoscenze tra i vari livelli della “filiera” e tra le diverse discipline rappresenta il modello di consolidamento e sviluppo della Scuola di Medicina di Unife. Una ricerca di qualità produce anche un’assistenza di qualità. Puntiamo a coltivare le nostre eccellenze e a renderle visibili anche all’esterno. Per questo abbiamo già trasmesso le linee essenziali del piano a tutti referenti istituzionali». (gi.ca.)
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