«Io, un padre e compagno premuroso»
La replica dell’uomo nella vicenda in cui madre e figlia rischiavano di essere sfrattate: mai voluto danneggiare la bambina
BONDENO. C’è una seconda puntata nella vicenda raccontata dalla Nuova giovedì scorso, che riguarda, nella parte finale, l’intervento di una magistrata che ha sospeso lo sfratto che incombeva su una madre e la sua figlioletta (la bimba, ovviamente, è una minore e quindi dall’articolo sarà omesso ogni dettaglio che possa far risalire alla identità della stessa minore).
A chiedere di poter fornire la propria versione dei fatti (che avvengono in un paese dell’Alto ferrarese) è, questa volta, il padre della bimba, nonchè ex compagno della madre. «I miei genitori ed io - dice l’uomo, che rivendica di non aver mai voluto danneggiare in alcun modo nè madre nè figlia - avevamo stipulato un contratto di comodato nel 2003 nel quale - prosegue il padre - si era stabilito che, qualora io avessi iniziato una convivenza in tale immobile e questa fosse cessata, i miei genitori avevano diritto ad ottenere immediatamente in restituzione l’immobile. La mia ex compagna - prosegue l’uomo - mamma di mia figlia, conosceva perfettamente di dover lasciare l’immobile già dalla fine del 2011. Per anni ho sollecitato la mia ex compagna affinché si adoperasse per trovare un’altra casa; avevo anche offerto alla mamma di mia figlia il mio aiuto a tale fine». Qui il padre entra più nei particolari: «Purtroppo - dice l’uomo nella sua nota - la mia ex compagna non ha mai ritenuto di restituire la casa. Si era impegnata a farlo entro giugno 2012 ma alle parole non sono mai seguiti i fatti. La mia ex compagna - prosegue nel suo racconto il padre - sapeva da anni che i miei genitori si erano rivolti al tribunale di Ferrara, proprio dopo aver atteso anni nella speranza che la mia ex compagna, spontaneamente, restituisse loro la casa. Dunque la mia ex compagna sapeva perfettamente che il tribunale le aveva dato il termine del 10 gennaio 2015 per rilasciare l’immobile. Ma nonostante questo non vi ha provveduto. Nell’articolo di giovedì vengo dipinto come un padre che vuole buttare fuori casa la figlia, cosa assolutamente non vera. Mia figlia - dice ancora il papà - , che è una bambina intelligente e con piena capacità di discernimento, era stata, da tempo, informata, con adeguate modalità, della situazione. La bambina sapeva che i nonni, ai quali è legatissima, dovevano rientrare nella disponibilità della casa. La tutela della bambina - conclude dunque il padre - e dei suoi interessi sarebbe stata assicurata proprio ed anche da suo padre».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
