La giustizia che funziona In Italia no, a Ferrara sì
«Con gli stessi mezzi ci sono uffici che funzionano bene, altri che sono disastrati Qui in città tribunale e procura garantiscono risposte pari a standard europei»
La giustizia di Ferrara passa l’esame e viene promossa a piena voti. Quella del nostro paese, invece, in contrapposizione, è appena appena rimandata, ad altri esami, nel tempo, e chi lo decide è di manica troppo larga visto che «occorre davvero fare di più nella battaglia contro l’inefficienza, servono più coraggio e determinazione, e il Csm ha il ruolo di vigilare questa azione», sottolinea il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, in visita a Ferrara degli uffici giudiziari cittadini, facendo il punto sulla giustizia italiana che stenta sempre più a dare risposte.
Su Ferrara invece, non può che dir bene, come del resto si sapeva visto che tribunale e procura danno risposte velocissime ai cittadini - secondo numeri e dati - parago nabili a standard europei. E allora perchè non funziona tutto come a Ferrara? «Il problema - spiega Legnini - è che con gli stessi mezzi nel nostro paese vi sono uffici che vanno bene, altri meno e altri che sono un disastro: c’è qualcosa che non va ed è proprio questo quello che stiamo cercando di analizzare».
Dopo Vicenza, Prato e l’Aquila, il vicepresidente Legnini, a capo di una delegazione del Csm composta dai mebri togati e laici Maria Rosaria San Giorgio ed Alessio Zaccaria e il segretario Silvia Giorgi ha incontrato magistrati dei vari uffici facendo il punto su Ferrara. «Si tratta - ha spiegato Legnini a proposito del tour nelle varie sedi giudiziarie italiane - di visite per valutare le realtà che non funzionano e anche quelle che funzionano, e Ferrara rientra in quest’ultima categoria» ha sottolineato a conclusione della visita. «Questo di Ferrara è un ufficio caratterizzato da livelli qualitativi e quantitivi di efficienza alti, non frutto di un modello astratto ma del lavoro che hanno fatto qui tutti e da qui i miei complimenti a Ferrara», incassati con estrema soddisfazione dal presidente del tribunale di Ferrara Pasquale Maiorano, al suo fianco, durante l’incontro con la stampa. Una visita a Ferrara, in chiave tutta ferrarese visto che due membri della delegazione sono concittadini doc, ha ricordato lo stesso Legnini: il consigliere Alessio Zaccaria, docente universitario prestato al Csm e il segretario Silvia Giorgi, ex magistrato del nostro tribunale. «Un lavoro svolto qui a Ferrara - ha ribadito Legnini - costante anche negli anni più difficili del terremoto e che ha portato ad una efficienza non solo apprezzabile ma paragonabile agli standard europei: il quadro che emerge è quello di uffici in cui la risposta ai cittadini è davvero tempestiva». E proprio su questo, sulla velocità dei processi, occorre ricordare che in regione, Ferrara ha i livelli più bassi di prescrizione: qui la giustizia arriva. Ma anche a Ferrara, sede di eccellenza, i problemi esistono, quelli di sempre. Lo ribadisce lo stesso vicepresidente Legnini toccando il dolente tasto del personale, poichè i processi non si fanno solo coi giudici, cancellieri, dirigenti, assistenti dei magistrati. «Sono problemi di semprecui ora si sommano quelli dell’introduzione del processo telematico» sottolinea Legnini ricordando comunque che ora la magistratura andrà davanti ad una rivoluzione: «con la riforma dell’età pensionabile (da75 a 70 anni) si dovranno coprire 500 posti vacanti». Per dare un’idea, sono i posti che andavano assegnati normalmente in tre anni, ora lo si dovrà fare in un anno solo, per magistrati anziani perlopiù d’appello, Cassazione, Consiglio Stato e così via. In più altri 1000 posti che il Ministero di giustizia coprirà con gli esuberi da altri enti pubblici, province. La lotta contro l’inefficienza parte da qui.
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